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	<title>Camiciusonline</title>
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	<description>I deliri online di un informatico musicista</description>
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		<title>Comunicazione di servizio</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 22:04:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a.occhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Camiciusonline]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un po&#8217; tutto quello che riguarda me, i miei voli, i miei viaggi, le mie fotografie, eccetera, è scritto dentro il mio blog su blogger. Qui resteranno solo le cose tecniche-informatiche e magari qualche guida che nel tempo scriverò, quindi sarà a traffico infimo. Giusto per avvertire&#8230;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un po&#8217; tutto quello che riguarda me, i miei voli, i miei viaggi, le mie fotografie, eccetera, è scritto dentro il mio<a href="http://camicius.blogspot.com" target="_blank"> blog su blogger</a>.</p>
<p>Qui resteranno solo le cose tecniche-informatiche e magari qualche guida che nel tempo scriverò, quindi sarà a traffico infimo.</p>
<p>Giusto per avvertire&#8230;.</p>
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		<title>Primo decollo</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 19:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a.occhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Camiciusonline]]></category>
		<category><![CDATA[ppl]]></category>
		<category><![CDATA[volo]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sono riuscito a mantenere il proposito di tener segnato tutte le lezioni teoriche di volo che faccio, 2 a settimana sono davvero troppe. Però oggi per la prima volta mi sono seduto sul sedile di sinistra di un aeromobile. La giornata è stata travagliata: arrivo in aeroclub verso le 12.45 e incontro uno dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono riuscito a mantenere il proposito di tener segnato tutte le lezioni teoriche di volo che faccio, 2 a settimana sono davvero troppe. Però oggi per la prima volta mi sono seduto sul sedile di sinistra di un aeromobile.</p>
<p>La giornata è stata travagliata: arrivo in aeroclub verso le 12.45 e incontro uno dei colleghi mi avvisa che sono tutti in ritardo, quindi deve volare lui e poi volo io.</p>
<p>Quando arriva l&#8217;istruttore facciamo un briefing preparatorio alla sua lezione e mi sono accodato imparando alcune cose sull&#8217;azione dei comandi che non era oggetto della mia lezione, ma fa sempre comodo sapere alcune cose&#8230;</p>
<p>Quindi mangio qualcosa in aeroclub (una grigliatina di carne, con le patatine), mi metto in sala Briefing e do una rilettura ai principi del volo, giusto per far passare l&#8217;oretta di tempo.</p>
<p>Passo poi i controlli di sicurezza (duepalle&#8230;) e vado in hangar. Ivi scopro che c&#8217;è un aeroplanino che ha forato, e quindi c&#8217;è il raccordo alfa-alfa bloccato. Il mio collega è rimasto una mezz&#8217;ora in attesa su Brescia, un Ryanair è atterrato sulla 32, e per la gioia del pilota ha dovuto girare su se stesso (uno spettacolo piuttosto raro&#8230;), farsi il backtrack di tutta la pista, farsi mezzo raccordo charlie per uscire dalla pista in testata 32 e entrare nell&#8217;APRON.</p>
<p>Appena l&#8217;istruttore arriva, facciamo una ricognizione degli strumenti, giusto per capire dove sono (tutti, compreso il &#8220;freno a mano&#8221; dei flaps), e poi si comincia con le checklist. Prima in cabina, poi il giro dell&#8217;aereo, con tutti i controlli, poi si avvia il motore, e l&#8217;emozione è forte.</p>
<p>La cosa più complicata è guidare con i piedi (ruotino e timone si comandano con la pedaliera) e non è così facile mantenerlo dritto. Facciamo la prova motore a metà del raccordo, dando la precedenza al Ryanair che riparte (e che non aveva voglia di partire dietro di noi, che ci sta anche visto che comunque io sono studente e ci ho messo un po&#8217; a fare i controlli pre-decollo). La prova motore è abbastanza impressionante, l&#8217;aereo vibra tutto, e si fanno alcuni controlli soprattutto gli strumenti motore (giri, magneti, aria calda al carburatore) e la temperatura e la pressione dell&#8217;olio.</p>
<p>Il decollo è in mano mia. Man mano che la velocità sale diventa difficile mantenere l&#8217;aereo dritto, e la minima pressione sulla pedaliera porta l&#8217;aereo a spostarsi sulla pista. Per fortuna è larga 40 metri.</p>
<p>È un casino: bisogna guardare contemporaneamente la pista (per non andare a fuori dalla mezzeria) e l&#8217;anemometro, per sapere quando ruotare. Alla rotazione, l&#8217;aereo zompa verso l&#8217;alto, e la cosa fa abbastanza impressione. Tendo a metter giù il muso ma non va mica bene, quindi mi corregge. Passati i 600 piedi sul livello del mare,  via i flap e comincio un po&#8217; a capire come agiscono i comandi. Questi vanno sempre centrati dopo ogni manovra, perché se no il comando continua ad agire, e a far ruotare l&#8217;aereo.</p>
<p>Brescia è uno dei punti di uscita dello spazio aereo di Monti Torre, e si è rilasciati da Monti Torre per essere passati a Padova Informazioni.</p>
<p>A Padova Informazioni chiediamo di andare all&#8217;altro punto di ingresso a Monti Torre che è Lonato. Si riconosce bene dall&#8217;alto, perché ha una chiesa con la cupola e accanto una torre. Poi andiamo a fare un giretto per Desenzano, viriamo di 180 gradi sul lago. La vista del culo del Lago di Garda è notevole dall&#8217;alto, nonostante la foschia limiti abbastanza la visibilità. Rientriamo verso Lonato e ripassiamo sul controllo di Monti Torre. La pista è praticamente invisibile fino a quando ci siamo sopra. A questo punto l&#8217;istruttore prende decisamente i comandi, anche perché c&#8217;è dell&#8217;altro traffico in partenza, quindi un casotto. La torre ci chiede di allungare un po&#8217; il tempo di sottovento per lasciare sfilare il traffico in decollo. Atterriamo per la 14 e al posto di fare il backtrack facciamo tutti i 3 km di pista. Usciti sul raccordo, facciamo i raccordi post-volo e mi alleno ancora a guidare con i piedi. Per i 100 metri del raccordo Foxtrot seguiamo il followme, anche se il raccordo è perfettamente dritto e si vede il parcheggio.</p>
<p>Incomprensibile la necessità del followme. In pratica mi faccio 2km e mezzo di rullaggio, girando tutto l&#8217;aeroporto, e gli ultimi 100 metri mi serve un followme?</p>
<p>Considerazioni:</p>
<ul>
<li>sembra tutto facile fatto da altri. Quando qualcosa lo fai tu e qualcosa lo fanno altri, resta più complicato ma non troppo. Pensare di fare tutto io, la vedo grigia. Però conto che alcune azioni richiederanno sempre meno sforzo mentale, quindi di poter fare cose &#8220;ad alto livello&#8221; (quando cambio, non penso a come gioco con la frizione e la leva, cambio e basta, azione ad alto livello, penso &#8220;metto terza&#8221;  e l&#8217;azione viene in automatico)</li>
<li>il decollo è una cazzata. Manetta, un po&#8217; di pedaliera (soprattutto sinistro, visto l&#8217;effetto dell&#8217;elica) e quando è ora (e lo dice l&#8217;anemometro) si tira il volantino e l&#8217;aereo decolla. Punto. A quel punto va su da solo, si molla un po&#8217; di motore, si tolgono i flap e in un attimo sei a 1500 piedi.</li>
<li>Ho una tendenza a tener su il muso. È difficile guardare contemporaneamente fuori e gli strumenti. Con la foschia è difficile distinguere la linea dell&#8217;orizzonte, e quindi è difficile mantenere il muso all&#8217;altezza giusta. Però, ora che siamo arrivati a Lonato, riuscivo a capire com&#8217;era mantenere l&#8217;aereo in volo rettilineo livellato.</li>
<li>Le vibrazioni e i salti si sentono parecchio. Devo ancora capire quanto devo assecondarle muovendo i comandi durante il colpo di vento, oppure semplicemente agendo sui comandi dopo se l&#8217;assetto ne risente. In realtà i movimenti sono intrinsecamente stabili, quindi a meno di colpi enormi, l&#8217;aereo torna in volo piano</li>
<li>L&#8217;atterraggio è un casotto. Devi contemporaneamente parlare con la torre (chiedendo l&#8217;autorizzazione), perdere quota e velocità. Non hai un freno, i flap ti fanno rallentare ma ti danno portanza, quindi rischi di non scendere più. Ovviamente chi se ne frega a Montichiari, dove c&#8217;è una pista di 2990 m, ma su una pista corta è un bel casino. Il problema è che perdendo quota acquisti velocità, devi tirare su il muso e rischi di perdere la vista della pista.</li>
<li>In rullaggio post atterraggio si muore di caldo. Soprattutto oggi con il sole e in rullaggio non è che vai a 200 all&#8217;ora&#8230; E non c&#8217;è il climatizzatore, e neanche il ventilatore (abitualmente hai un ventilatore di 70 cm davanti al naso&#8230;</li>
<li>L&#8217;elica da un po&#8217; di noia in rullaggio, quando si tengono 1000-1100 giri, ma dopo il decollo sostanzialmente sparisce.</li>
</ul>
<p>Per oggi basta, vado a cena. La prossima volta si va di effetto comandi. Girando il volantino si rolla e c&#8217;è una imbardata indotta dalla parte opposta. Con la pedaliera si vira e a lungo andare c&#8217;è un rollio indotto dalla stessa parte. Tirando il volantino si cabra, guadagnando quota e perdendo velocità. Spingendo è il contrario&#8230;</p>
<p>A presto</p>
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		<title>Viaggi aerei</title>
		<link>http://www.andreaocchi.net/wordpress/2010/06/17/viaggi-aerei/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 09:41:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a.occhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Camiciusonline]]></category>

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		<description><![CDATA[Così, in aeroporto a Girona, aspettando l&#8217;imbarco, mi chiedevo quali fossero gli aeroporti e gli aerei che nella mia vita aeronautica avevo girato. Sempre così, in simpatia e shallo, cercavo di mettere nero su bianco quali fossero i voli che ho fatto, dal mio battesimo del volo (lontano 2002) ad oggi. Quindi il risultato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Così, in aeroporto a Girona, aspettando l&#8217;imbarco, mi chiedevo quali fossero gli aeroporti e gli aerei che nella mia vita aeronautica avevo girato.<br />
Sempre così, in simpatia e shallo, cercavo di mettere nero su bianco quali fossero i voli che ho fatto, dal mio battesimo del volo (lontano 2002) ad oggi.<br />
Quindi il risultato di tutto questo è quello che metto in questo post:</p>
<ul>
<li>21 (o 22) luglio 2002: Milano Linate (LIN-LIML) -Francoforte sul Meno (FRA &#8211; EDDF) &#8211; Airbus A319 (?) &#8211; Lufthansa</li>
<li>21 (o 22) luglio 2002: Francoforte sul Meno (FRA &#8211; EDDF) &#8211; Philadelphia International Airport (PHL &#8211; KPHL) &#8211; Airbus A340-400 &#8211; Lufthansa</li>
<li>4 agosto 2002: New York JFK (JFK &#8211; KJFK) &#8211; Monaco di Baviera (MUC &#8211; EDDM) &#8211; Airbus A340-400 &#8211; Lufthansa</li>
<li>5 agosto 2002: Monaco di Baviera (MUC &#8211; EDDM)  &#8211; Milano Malpensa (MXP -LIMC) &#8211; Avro RJ-85 (?) &#8211; Lufthansa</li>
<li>4 settembre 2006: Milano Malpensa (MXP -LIMC) &#8211; Fuerteventura (FUE &#8211; GCFV) &#8211; McDonnell Douglas MD82 &#8211; ItAli</li>
<li>11 settembre 2006: Fuerteventura (FUE &#8211; GCFV) - Milano Malpensa (MXP -LIMC) &#8211; McDonnell Douglas MD82 &#8211; ItAli</li>
<li>22 maggio 2008: Brescia Montichiari &#8211; Roma Fiumicino &#8211; McDonnell Douglas MD82 &#8211; Airbee</li>
<li>23 maggio 2008: Roma Fiumicino &#8211; Brescia Montichiari &#8211; McDonnell Douglas MD82 &#8211; Airbee</li>
<li>1 settembre 2008: Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) &#8211; Djerba (DJE &#8211; DTTJ) &#8211; Boeing 737-600 &#8211; Tunisair</li>
<li>1 settembre 2008: Djerba (DJE &#8211; DTTJ) &#8211; Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) &#8211; Boeing 737-600 &#8211; Tunisair</li>
<li>29 dicembre 2008: Milano Malpensa (MXP -LIMC) &#8211; Bruxelles Zaventem (BRU &#8211; EBBR) &#8211; Avro RJ85 &#8211; Brussel Airlines</li>
<li>29 dicembre 2008: Bruxelles Zaventem (BRU &#8211; EBBR) &#8211; New York JFK (JFK &#8211; KJFK) &#8211; Boeing 777-300ER &#8211; JetAirways</li>
<li>4 gennaio 2009: New York JFK (JFK &#8211; KJFK) &#8211; Bruxelles Zaventem (BRU &#8211; EBBR) &#8211; Boeing 777-300ER &#8211; JetAirways</li>
<li>5 gennaio 2009: Milano Malpensa (MXP -LIMC) &#8211; Bruxelles Zaventem (BRU &#8211; EBBR) &#8211; Avro RJ85 &#8211; Brussel Airlines</li>
<li>7 maggio 2009: Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) &#8211; Roma Ciampino &#8211; Boeing 737-800 &#8211; Ryanair</li>
<li>9 maggio 2009: Roma Ciampino &#8211; Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) &#8211; Boeing 737-800 &#8211; Ryanair</li>
<li>24 luglio 2009: Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) &#8211; Londra Stansted (STN) &#8211; Boeing 737-800 Ryanair</li>
<li>26 luglio 2009: Londra Stansted (STN) &#8211; Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) &#8211; Boeing 737-800 Ryanair</li>
<li>24 agosto 2009: Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) &#8211; Londra Stansted (STN) &#8211; Boeing 737-800 Ryanair</li>
<li>27 agosto 2009: Londra Stansted (STN) -Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) &#8211; Boeing 737-800 Ryanair</li>
<li>28 gennaio 2010: Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) &#8211; Saragozza (ZAZ) &#8211; Boeing 737-800 Ryanair</li>
<li>30 gennaio 2010: Saragozza (ZAZ) -Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) &#8211; Boeing 737-800 Ryanair</li>
<li>23 aprile 2010: Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) &#8211; Barcellona Girona (GRO) &#8211; Boeing 737-800 Ryanair</li>
<li>25 aprile 2010: Barcellona Girona (GRO) -Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) &#8211; Boeing 737-800 Ryanair</li>
<li>28 maggio 2010: Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) &#8211; Saragozza (ZAZ) &#8211;  Boeing 737-800 Ryanair</li>
<li>30 maggio 2010: Saragozza (ZAZ) -Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) &#8211;  Boeing 737-800 Ryanair</li>
</ul>
<p>E in futuro:</p>
<ul>
<li>16 agosto 2010: Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) &#8211; Stoccolma-Skavsta (NYO-ESKN) &#8211;   Boeing 737-800 Ryanair</li>
<li>17 agosto 2010: Stoccolma-Skavsta (NYO-ESKN)  -Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) &#8211;  Boeing 737-800 Ryanair</li>
<li>13 settembre 2010: Milano Malpensa (MXP &#8211; LIMC) &#8211; Londra Heathrow (LHR) &#8211; Airbus A319 &#8211; British Airways</li>
<li>13 settembre 2010: Londra Heathrow (LHR) &#8211; New York JFK (JFK &#8211; KJFK) &#8211; Boeing 747-400 &#8211; British Airways</li>
<li>21 settembre 2010: New York JFK (JFK &#8211; KJFK) &#8211; Londra Heathrow (LHR) &#8211; Boeing 747-400 &#8211; British Airways</li>
<li>22 settembre 2010: Londra Heathrow (LHR) &#8211; Milano Malpensa (MXP &#8211; LIMC) &#8211; Airbus A321 &#8211; British Airways</li>
</ul>
<p>Insomma, Buon VIAGGIO!!!!</p>
<p><a href="http://www.andreaocchi.net/wordpress/viaggi-aerei/">Versione aggiornata qui!</a></p>
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		<title>Backup su filesystem FAT32</title>
		<link>http://www.andreaocchi.net/wordpress/2010/03/27/backup-su-filesystem-fat32/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 09:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a.occhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Camiciusonline]]></category>

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		<description><![CDATA[Sia benedetto il team di sviluppo di FAT32 che ha limitato la dimensione massima dei files a 2GB (probabilmente in tempi in cui 2GB erano un miraggio, a loro parziale discolpa)&#8230; E siano maledetti coloro che in un disco esterno da 250GB hanno messo un filesystem FAT32, al posto di un file system un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sia benedetto il team di sviluppo di FAT32 che ha limitato la dimensione massima dei files a 2GB <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia,&amp;amp;quot;">(probabilmente in tempi in cui 2GB erano un miraggio, a loro parziale discolpa)&#8230; </span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia,&amp;amp;quot;">E siano maledetti coloro che in un disco esterno da 250GB hanno messo un filesystem FAT32, al posto di un file system un po&#8217; più serio&#8230;</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia,&amp;amp;quot;">E maledetto io che non me ne sono accorto!</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia,&amp;amp;quot;">Comunque, avevo bisogno di fare un backup di 30 e rotti GB su un disco di cui sopra (già mezzo pieno di dati, quindi impensabile riformattare il disco stesso), e volevo usare tar, con gzip. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia,&amp;amp;quot;">Quindi ho trovato <a href="http://magazine.redhat.com/2007/10/24/tips-from-an-rhce-splitting-tar-archives-on-the-fly/" target="_blank">questo</a> articolo di Red Hat, che consiglia una soluzione e l&#8217;ho provata. Nel caso la pagina di RedHat sparisca, ricopio qui i due comandi, quello per comprimere</span></span></p>
<pre>tar -czf /dev/stdout $(DIRECTORY_OR_FILE_TO_COMPRESS) | split -d -b $(CHUNK_SIZE_IN_BYTES) - $(FILE_NAME_PREFIX)
</pre>
<p>e quello per estrarre.</p>
<pre>cat $(FILE_NAME_PREFIX)* &gt;&gt; /dev/stdout | tar -xzf /dev/stdin
</pre>
<p>Come chunck size io ho usato 2147000000 che dovrebbe essere giusto un po&#8217; di meno dei 2 GB che supporta FAT32.</p>
<p>Sta lavorando. Appena ha finito faccio una prova di restore, poi riferisco se funziona&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Operazione di correzione della miopia 2</title>
		<link>http://www.andreaocchi.net/wordpress/2010/03/24/operazione-di-correzione-della-miopia-2/</link>
		<comments>http://www.andreaocchi.net/wordpress/2010/03/24/operazione-di-correzione-della-miopia-2/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 18:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a.occhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Camiciusonline]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricominciamo! Fatti i controlli e fissata la data, non c&#8217;è altro da fare che aspettare (con ansia) il giorno dell&#8217;operazione, avvisando di almeno una settimana di ferie al lavoro. Inoltre è bene comprare la prima dose di colliri, che vengono prescritti durante il preoperatorio. Il giorno dell&#8217;operazione è necessario presentarsi con un paio di occhiali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricominciamo!<br />
Fatti i controlli e fissata la data, non c&#8217;è altro da fare che aspettare (con ansia) il giorno dell&#8217;operazione, avvisando di almeno una settimana di ferie al lavoro.<br />
Inoltre è bene comprare la prima dose di colliri, che vengono prescritti durante il preoperatorio.<br />
Il giorno dell&#8217;operazione è necessario presentarsi con un paio di occhiali da sole (che io avevo, ma che ad altri sono stati forniti dalla struttura), accompagnati e vestiti comodi. Per la cronaca io avevo jeans, maglietta e maglione.<br />
Si passa alla cassa, dove vengono fatturati sia l&#8217;operazione stessa che i primi controlli. Ho pagato esattamente 2998,19 euro per l&#8217;operazione e 150 euro di controlli, 200 euro di meno di quanto previsto (visto che sembrava che dopo il 1 gennaio il costo fosse di 1600 euro/occhio). Sono accettati anche gli assegni, e per fortuna, visto che la mia carta di credito si ferma a 2500&#8230;<br />
Dopo queste menate burocratiche, si va in sala operatoria. Qui delle gentilissime infermiere, ti accolgono, ti mettono cuffia, un simpatico quanto ridicolo grembiule e due sovrascapre, il tutto azzurro cielo. Si lasciano gli occhiali (per sempre) e si aspetta che venga il chirurgo. Nel frattempo si controllano tutte le carte (in particolare le firme sui consensi informati). Quando arriva il chirurgo fa un rapido controllo dell&#8217;occhio per verificare che non siano presenti problemi dell&#8217;ultim&#8217;ora e ti mettono un collirio, che poi ho saputo essere la prima dose di anestetico.<br />
Io ero il terzo in coda, e il primo della lasik. Quando è uscita la prima signora, mi hanno accompagnato nell&#8217;ambiente antistante la sala operatoria.<br />
Qui è stata operata una sommaria disinfezione delle orbite, e mi è stata messa la seconda dose di anestetico.<br />
Poi ho aspettato cercando di rilassarmi un po&#8217;, ho visto uscire il signore prima di me (che aveva da operare un occhio solo). Poi ogni tanto qualcuno dalla sala veniva a dirmi di stare tranquillo che stavano tarando il tutto e preparando gli strumenti, visto che la lasik è un po&#8217; più impegnativa della prk che avevano fatto i due prima di me.<br />
Ah, nell&#8217;attesa mi hanno anche messo due garze sulle tempie, per evitare (come era peraltro successo quando ero caduto in bici) che mi si riempisse l&#8217;orecchio di lacrime (allora era anche sangue)&#8230;<br />
Poi il chirurgo declama il tuo nome (o per essere sicuro di chi sta operando, oppure per un sistema di video-audioregistrazione del tutto)  e vieni accompagnato in sala operatoria.</p>
<p>Il lettino è di pelle blu, e, in corrispondenza della testa ci è un foro in modo che la testa rimanga incastrata. Ti chiedono come va e se sei agitato. Rispondo che la mia fiducia nei loro confronti (e nei confronti della tecnologia) è totale.</p>
<p>Sopra il lettino, all&#8217;altezza del petto sporge un braccio meccanico che contiene il laser a eccimeri, due-tre laser di registro (due verdi ai lati e uno rosso centrale), un ingranditore dell&#8217;occhio. Intorno al tavolo ci sono:</p>
<ul>
<li>dritto sopra  la mia testa il chirurgo</li>
<li>alla sua sinistra il tecnico del laser, a cui il chirurgo per esempio comanda le variazioni di ingrandimento</li>
<li>una o due ferriste che passavano i vari strumenti al chirurgo</li>
</ul>
<p>Dopo le ultime gocce di anestetico, un tappo di garza sull&#8217;occhio sinistro, e l&#8217;operazione comincia.</p>
<p>Con un cerotto e poi con un divaricatore metallico, si fa in modo che l&#8217;occhio stia aperto, e che non ci siano ciglia a intralciare il lavoro (se sono poche si tagliano, se no si ripete con il cerotto). Il divaricatore ha una rotella e quindi il chirurgo tiene la palpebra aperta il minimo indispensabile per la necessità del momento.</p>
<p>A questo punto entra in scena il microcheratomo: è una specie di maniglia, viene appoggiato sulla cornea e si vede chiaramente la lama che incide la cornea da destra a sinistra e poi si ritrae.  Poi procede tutto abbastanza velocemente: quando la lama del microcheratomo è completamente ritratta, si toglie lo strumento, il chirurgo valuta la posizione del flap (&#8220;<em>forse un po&#8217; a sinistra, ma procediamo</em>&#8220;), con una pinzetta prende il flap e lo sposta di lato. Poi ti chiede come stai, e ti dice che adesso verrà fatto il laser, di fissare la luce rossa al centro, che durerà poco.</p>
<p>La luce rossa sparisce quasi subito, per riapparire dopo qualche secondo, e un odore intenso di bruciato, acre, che da fastidio alla gola si spande dal tuo occhio. Credo che il tutto non sia durato più di 20-25 secondi, ma non ho una misura oggettiva di ciò.</p>
<p>Finito il laser, il chirurgo riposiziona il flap e bagna abbondantemente l&#8217;occhio. Poi lo asciuga, poi lo bagna ancora, verifica che il flap sia a posto. Quando gli piace, pronti via, si riparte con l&#8217;altro occhio.</p>
<p>Stessa roba, ma a metà della cosa sento una punta di fastidio. Il chirurgo lo nota, chiede conto dell&#8217;anestetico messo, e me ne fa mettere ancora alcune gocce. Peccato che dopo pochi secondi fa bagnare l&#8217;occhio, quindi l&#8217;effetto è praticamente nullo. Stringo un po&#8217; i denti, ma non è proprio dolore, quasi un po&#8217; di consapevolezza che una lama ti sta facendo una fettina sulla cornea.</p>
<p>Ero un po&#8217; preoccupato della &#8220;gestione&#8221; dell&#8217;occhio operato sotto la garza, ma in realtà poi ero molto concentrato a mantenere l&#8217;occhio in posizione, quindi non c&#8217;è stata più attenzione per quello già operato.</p>
<p>Quando è tutto finito, vengono tolti tutti i cerotti (compresi i raccoglilacrime) e ti fanno alzare. La prima impressione è fantastica: ci vedi! Tanto che ho sbagliato a leggere l&#8217;orario, di un orologio che era messo alle mie spalle. Torno quindi verso la sala accoglienza, dove metto gli occhiali da sole. Dopo qualche minuto arriva il chirurgo, ci controlla gli occhi come prima e riparte con il secondo giro, facendo loro il controllo rapido preoperatorio.</p>
<p>Già stufo del tempo passato in ospedale decido di andarmene il prima possibile. Le gentili infermiere non volevano lasciarmi scappare, ma, accompagnato da mia sorella, torno verso la macchina. E uscendo cominciano alcune noie: gli occhiali che sembravano assolutamente scuri non sembrano così scuri, tanto che la luce da un fastidio cane. Poi tenere gli occhi aperti li fa lacrimare modello fontana, quindi decido che gli occhi staranno chiusi. Quindi modello cieco (ovvero con una mano sulla spalla di Carla, e tentando di aprire gli occhi ogni tanto, ma rimanendo annegato (e con gli occhiali appannati) in un mare di lacrime.</p>
<p>Arrivato a casa, verso le 11 e un quarto, mi svacco sul divano tenendo gli occhi chiusi e riaprendoli ogni tanto provocando allagamenti.</p>
<p>All&#8217;ora di pranzo torna Marco, mangiamo insieme, e le lacrime tendono a essere un po&#8217; di meno, quindi comincio a pensare che non morirò annegato nelle mie lacrime.</p>
<p>Dopo aver lautamente mangiato, sonnellino pomeridiano di un paio d&#8217;ore, così gli occhi riposano. Mi sono svegliato verso le quattro e ci vedevo. Alle sei ero già stufo di stare in casa, quindi siamo andati, ovviamente munito di occhiali da sole, nonostante fosse praticamente buio, a fare la spesa alla COOP.</p>
<p>Il giorno dopo, ho fatto il primo controllo, presso il solito ambulatorio 14, dove ho trovato le persone che erano state operate con me tutte doloranti (visto che la PRK è un po&#8217; più noiosa) e tremendamente invidiose del fatto che io ci vedessi già benissimo senza sostanzialmente noie.</p>
<p>Il secondo controllo è fatto la domenica successiva (si, la domenica) in mattinata. Altro controllo visivo della cornea, senza prova dell&#8217;acuità visiva. Tempo totale del controllo: 5 minuti. Dovevo pure consegnare un questionario sul dolore, ma anche il dottore mi ha detto che sono assolutamente inutili per la lasik.</p>
<p>Allora: il prospetto attuale dei conti è:</p>
<ul>
<li>120€ prima visita</li>
<li>150€ preoperatorio</li>
<li>2998€ operazione</li>
<li>150€ controlli</li>
<li>??? colliri vari</li>
</ul>
<p>Dopo circa un mese, viene fissato l&#8217;ultimo controllo con il chirurgo.</p>
<p>Da questo è risultato che:</p>
<ul>
<li>dall&#8217;occhio sinistro vedo 11/10 naturali</li>
<li>dall&#8217;occhio destro vedo 9/10 naturali e 10/10 con una lieve correzione astigmatica.</li>
</ul>
<p>Una cosa importante, che però non ha fatto quasi nessuno di quelli che conosco è farsi levare dalla patente l&#8217;obbligo lenti.</p>
<p>Oddio, al 90% se uno ti ferma e ti vede senza occhiali con l&#8217;obbligo lenti pensa che hai le lenti a contatto. Se però trovi uno fiscale, ti da la multa, e non puoi neanche ricorrere perché ha sacrosanta ragione (c&#8217;è tanto di sentenza della cassazione in merito). La procedura è analoga al rinnovo decennale della patente (come scritto <a href="http://www.up.aci.it/ascolipiceno/IMG/pdf/faq_patente.pdf" target="_blank">qui</a> oppure <a href="http://www.andreaocchi.net/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/faq_patente.pdf">qui</a>): si paga la visita e un po&#8217; di  marche da bollo (e qui bisogna vedere le disposizioni locali, dipende da asl a asl) e ti rilasciano un certificato provvisorio. Dopo qualche settimana ti arriva il bollino da applicare sulla patente, esattamente come il rinnovo. A mio parere è una cosa da fare subito. Oltre agli eventuali problemi legati a un controllo, per quanto remoti, ci sono eventuali problemi assicurativi: la compagnia potrebbe rivalersi su di voi o non pagare un sinistro da voi provocato in caso di questo &#8220;vizio di forma&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Operazione di correzione della miopia</title>
		<link>http://www.andreaocchi.net/wordpress/2010/03/07/operazione-di-correzione-della-miopia/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 17:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a.occhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Camiciusonline]]></category>

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		<description><![CDATA[Usciamo un po&#8217; dall&#8217;argomento principale del blog, dopo la mia operazione di Lasik, per la correzione della miopia. Siccome molte persone mi hanno chiesto informazioni su come ho fatto, perché l&#8217;ho fatto, come è andata ecc. ecc. ho deciso di raccogliere qui tutte le informazioni necessarie. Prima di cominciare, due righe per evitare di finire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Usciamo un po&#8217; dall&#8217;argomento principale del blog, dopo la mia operazione di Lasik, per la correzione della miopia. Siccome molte persone mi hanno chiesto informazioni su come ho fatto, perché l&#8217;ho fatto, come è andata ecc. ecc. ho deciso di raccogliere qui tutte le informazioni necessarie.</p>
<p>Prima di cominciare, due righe per evitare di finire in galera.</p>
<ul>
<li>Nulla di questo post contiene pareri medici rivolti a nessuna persona fuori di me. Non sono in alcun modo responsabile delle informazioni qui contenute, che in breve tempo possono diventare obsolete.</li>
<li>Quella che racconto è la MIA esperienza. Altri possono avere controindicazioni specifiche o generali per il ricorso alla chirurgia. In ogni caso il responsabile delle scelte è l&#8217;eventuale lettore, e il parere di un medico è assolutamente prioritario rispetto al mio.</li>
</ul>
<p>Quindi se decidete, in base a queste informazioni, a operarvi, io non garantisco che le cose vadano così come sono andate a me, e se per caso qualcosa andasse storto, sono profondamente fatti vostri e io non c&#8217;entro nulla.</p>
<p>Bando alle ciance, quindi.<br />
Alcune informazioni preliminari.<br />
Nessuna operazione chirurgica è esente da rischi. Oltre ai rischi generali (infezione, setticemia, allergia a uno dei farmaci, malfunzionamento degli strumenti) che possono portare fino alla morte, ci sono i rischi specifici della chirurgia oculare, che possono portare alla cecità di uno o di entrambi gli occhi, oppure anche alla perdita di uno o di entrambi gli occhi. In ogni caso, le probabilità di una di queste cose sono estremamente bassi, quindi, a mio parere trascurabili. Conosco un sacco di persone che sono rimaste contentissime dell&#8217;operazione e quindi ho deciso di provare almeno a fare i test.</p>
<p>I tipi di operazione sono sostanzialmente due, o almeno due sono quelli che si fanno abitualmente in Italia. Sono sostanzialmente operazioni distinte, accomunate solo dal fatto che viene usato un laser a eccimeri per modellare la cornea per evaporazione, entrambe sono fatte in regime di day hospital e in entrambe viene generalmente fatta solo una anestesia topica (ovvero a base di colliri).</p>
<ul>
<li>PRK fotocheratotomia refrattiva. Dopo l&#8217;applicazione di un divaricatore palpebrale il chirurgo rimuove con una spazzolina l&#8217;epitelio corneale, e poi tramite il laser rimuove una parte di cornea in modo da modificare il potere refrattivo della cornea stessa. Poi viene applicata sull&#8217;occhio una lente a contatto protettiva in quanto è necessario fare in modo che si ricostruisca l&#8217;epitelio corneale. Questa operazione costava circa 950 euro a occhio.</li>
<li>LASIK Cheratomileusi laser in sito. Tramite un microcheratomo viene creato un flap corneale che viene girato di lato. Poi si fa l&#8217;operazione con il laser nello stesso modo della PRK. Il flap viene poi ridisteso sulla cornea operata e dopo qualche giorno si salda alla cornea. Il costo è di circa 1500 euro a occhio. Il recupero è in genere meno fastidioso e meno doloroso, e più rapido, visto che l&#8217;epitelio corneale viene mantenuto al di sopra del flap.</li>
</ul>
<p>La scelta del luogo dove farmi operare (visto che era opinione comune tra gli amici operati) era cruciale.<br />
La scelta è caduta sulla fondazione poliambulanza per una serie di motivi:</p>
<ul>
<li>Una struttura grossa ha i macchinari più recenti. Nessuno dei laser in Poliambulanza ha più di sei mesi, perché molti chirurghi operano e quindi i tempi di ammortamento delle macchine sono più bassi.</li>
<li>Una struttura privata ha una selezione del personale meno legata a criteri baronali ed è più probabile che i chirurghi possano scegliere in autonomia il loro staff.</li>
<li>Le persone che fanno i test preoperatori e che valutano l&#8217;idoneità del paziente alla operazione, non hanno nessuno svantaggio a dirti che non puoi fare l&#8217;operazione. Siano essi dipendenti o beneficiari di borse di studio, di progetti ecc. hanno il loro stipendio (o rilasciano la loro fattura) indipendentemente dal fatto che tu faccia l&#8217;operazione o meno. Quindi non è un problema per loro dirti che ci sono controindicazioni gravi e che quindi l&#8217;operazione non è opportuna.</li>
<li>Conoscevo il chirurgo. Era compagno di classe di mia mamma, e ho trovato buone referenze in merito.</li>
<li>Le volte (poche in realtà) che ho avuto necessità di usufruire dei servizi della Poliambulanza sono stati puntuali, precisi e affidabili. Molte persone che sono state lì per i motivi più diversi si sono trovati molto bene</li>
</ul>
<p>Scelti quindi Chirurgo e struttura, la procedura da effettuare per l&#8217;operazione è la seguente:</p>
<ol>
<li>Visita oculistica preliminare con il chirurgo. Durate questa visita viene fatto un controllo preliminare degli occhi, viene spiegato lo svolgimento dell&#8217;operazione, e viene fatta una prima valutazione del difetto di rifrazione. Questa visita costa 120 euro, e si prenota al centro prenotazioni della Poliambulanza, specificando il nome del chirurgo. Viene rilasciata della documentazione che è da conservare e portare alle visite successive.</li>
<li>Test preoperatori. Occupano circa una mezza giornata, ma lasciano sostanzialmente &#8220;inabili&#8221; al lavoro per tutto il giorno in quanto viene messa una dose da cavallo di atropina e di un&#8217;altra sostanza che blocca la mobilità del cristallino, quindi in vista da vicino c&#8217;è solo una distanza utile per la visione senza difetti e la luce da un fastidio cagno.<br />
Vengono fatti un sacco di test (sostanzialmente fotografie di vario tipo e genere alle cornee) più la valutazione precisa (a cristallino bloccato) del difetto da correggere. Alla fine di questi test viene dato il consenso o meno alla operazione, e vengono eventualmente puntualizzate delle controindicazioni specifiche per una operazione o l&#8217;altra. A questo punto c&#8217;è da fare la scelta tra PRK e LASIK, quindi bisogna prepararsi alla cosa. Vengono rispiegati tutti i rischi e un oculista è a disposizione per chiarire ogni dubbio in merito. Dopo di ciò viene proposta una data per l&#8217;operazione. Ovviamente è possibile posticiparla (ma solo di pochi giorni, in quanto i test hanno una validità limitata). I test costano 150 euro e non sono svolti da un chirurgo ma da altri oculisti, che gestiranno in parte anche la degenza e le visite di controllo. La distanza temporale tra la prima visita e i test è a discrezione del paziente, ma se è troppo alta ti chiedono il perché, perché temono che sia colpa loro&#8230;</li>
</ol>
<p>Tra qualche giorno finirò la descrizione della cosa, con l&#8217;operazione e la degenza&#8230;</p>
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		<item>
		<title>Plugin disponibili per Nagios</title>
		<link>http://www.andreaocchi.net/wordpress/2009/11/16/plugin-disponibili-per-nagios/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 11:05:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a.occhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Camiciusonline]]></category>

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		<description><![CDATA[Continua la nostra carrellata sull&#8217;utilizzo di Nagios. Ogni controllo fatto su un host, è fatto (di solito, ma non obbligatoriamente) da un plugin di Nagios. Questi non sono altro che file eseguibili (alcuni sono script di shell o perl) con alcune caratteristiche: il valore di ritorno è 0 se il valore è ok, 1 se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua la nostra carrellata sull&#8217;utilizzo di Nagios.</p>
<p>Ogni controllo fatto su un host, è fatto (di solito, ma non obbligatoriamente) da un plugin di Nagios. Questi non sono altro che file eseguibili (alcuni sono script di shell o perl) con alcune caratteristiche:</p>
<ul>
<li>il valore di ritorno è 0 se il valore è ok, 1 se è warning, 2 se è critical, 3 se è unknown</li>
<li>stampano su stdout una riga che esplichi qualche valore extra (magari che spieghi il motivo della condizione di errore, se c&#8217;è</li>
</ul>
<p>Ovviamente la cosa migliore è che siano un minimo configurabili (ovviamente una condizione che per noi è critica in altre situazioni potrebbe essere accettabile, o solo warning. <a href="http://nagios.sourceforge.net/docs/3_0/pluginapi.html" target="_blank">Maggiori informazioni qui</a>.</p>
<p>Per reference mia, per capire se mi è scappato qualcosa che mi potrebbe essere utile, ho installato tutti i pluginche Fedora 8 mette a disposizione, e quindi ne faccio un elenco.</p>
<ul>
<li><strong>check_apt</strong>: utile solo per le distribuzioni debian-based o con apt-get configurato e funzionante. Fa l&#8217;upgrade automatico di queste distribuzioni. ritorna warning se è stato fatto un upgrade. Ritorna critical se vengono aggiornati dei pacchetti selezionabili via REGEXP</li>
<li>check_breeze: controlla la potenza del segnale di un apparecchi wireless Breezecom</li>
<li>check_by_ssh: esegue comandi su un host remoto. Utile per installare solo i plugin sui server remoti e controllare tutto da un singolo host di monitoraggio</li>
<li>check_clamd: testa l&#8217;attività di un server clamd</li>
<li>check_cluster: controlla la salute di un cluster</li>
<li>check_dhcp: controlla la presenza del server DHCP</li>
<li>check_dig: controlla le risposte di un server DNS utilizzando dig. Eventualmente controlla anche la correttezza delle risposte</li>
<li>check_disk: controlla lo spazio disco usato su un filesystem montato (controlla sia lo spazio che gli inode, e si possono utilizzare sia soglie assolute che percentuali). Si possono ignorare filesystem sia per tipo (che ne so, ISO9660) che per mountpoint</li>
<li>check_disk_smb: controlla lo spazio su share di rete SMB</li>
<li>check_dns: come check_dig ma utilizza nslookup</li>
<li>check_dummy: check finto: ritorna lo stato indicato nella riga di comando</li>
<li>check_file_age: verifica che un file non sia vuoto e/o che sia stato acceduto-scritto da un tempo prefissato</li>
<li>check_flexlm:controlla la presenza di uno (o tre) Flexlm licence manager</li>
<li>check_fping: usa fping per un controllo veloce dell&#8217;host</li>
<li>check_ftp: testa l&#8217;attività del server FTP, passandouna stringa e controllando che ritorni quella corretta</li>
<li>check_game: utilizza qstat per controllare un game server</li>
<li>check_hpjd: controlla lo stato di una stampante che utilizza una scheda JetDirect</li>
<li>check_http:controlla un server http (o https), segue i redirect, e contorlla stringhe e regexp su quanto ritornato</li>
<li>check_icmp:esegue un ping (pacchetto ICMP) con opzioni avanzate (Tipicamente TTL)</li>
<li><strong>check_ide_smart</strong>: contorlla lo stato di un hard disk ide usando SMART</li>
<li>check_ifoperstatus: controlla lo stato di una particolare interfaccia di rete sull&#8217;host usando snmp</li>
<li>check_ifstatus: idem come sopra, ma le controlla tutte</li>
<li>check_imap: testa le connesioni IMAP, eventualmente tentando una autenticazione.</li>
<li>check_ircd:controlla un server irc</li>
<li>check_jabber:controlla un server Jabber</li>
<li>check_ldap:controlla un server ldap, tendando una query su un basedn</li>
<li>check_ldaps:lo stesso di cui sopra, ma usando TLS</li>
<li>check_linux_raid:</li>
<li><strong>check_load</strong>: contorlla il carico di sistema corrente</li>
<li><strong>check_log</strong>: controlla il file di log per un pattern conosciuto</li>
<li><strong>check_mailq</strong>: controlla la lunghezza nella coda delle email (supporta sendmail, qmail)</li>
<li>check_mrtg: controlla il valore medio o il massimo di una delle due variabili memorizzate in un log file MRTG</li>
<li>check_mrtgtraf:  controlla i transfer rates di un router, switch ecc. registrati in un log MRTG</li>
<li>check_mysql: testa la connessione su un database server MySql</li>
<li>check_mysql_query: testa la connessione su un database server MySql effettuando una query e valutando i risultati</li>
<li><strong>check_nagios</strong>: controlla il processo nagios</li>
<li>check_nntp: controlla una connessione NNTP</li>
<li>check_nntps:  controlla una connessione NNTPS</li>
<li>check_nrpe: controlla che tu abbia un demone NRPE sull&#8217;host remoto</li>
<li>check_nt: raccoglie dati su un servizio NSClient su un server Windows NT/2000/XP/2003</li>
<li>check_ntp: controlla il server ntp</li>
<li>check_ntp_peer: controlla il server ntp</li>
<li><strong>check_ntp_time</strong>: controlla l&#8217;offset tra l&#8217;ora del server e quella data da NTP</li>
<li>check_nwstat: cerca di contattare il MRTGEXT NLM di un server Novell per raccogliere informazioni (le più svariate, carico, processi, uptime, file aperti, spazio libero-usato ecc. ecc. ecc.)</li>
<li>check_oracle: tenta l&#8217;autenticazione su un server Oracle</li>
<li>check_overcr: cerca di contattare il collector daemon OverCR</li>
<li>check_pgsql: contatta un server PostgreSQL. Tenta autenticazione, ed eventualmente query</li>
<li>check_ping: usa ping per generare statistiche sulla connessione di un host remoto</li>
<li>check_pop: controlla connessioni pop3</li>
<li><strong>check_procs</strong>: controlla i processi che girano su un host. Ritorna Warning e Critical in base a metriche selezionabili</li>
<li>check_radius: contorlla che il server radius accetti connessioni</li>
<li>check_real: controlla il servizio REAL sull&#8217;host specificato</li>
<li>check_rpc: controlla che ci sia un servizio RPC registrato e attivo sul server remoto</li>
<li>check_sensors: controlla lo stato dell&#8217;hardware utilizzando lm_sensors</li>
<li>check_simap: controlla connessioni simap</li>
<li>check_smtp:cerca di aprire una connession smtp con l&#8217;host</li>
<li>check_snmp: ottiene informazioni su una macchina remota via snmp</li>
<li>check_snmp_disk: cerca di ottenere informazioni sul disco via snmp</li>
<li>check_snmp_proc: cerca di ottenere informazioni sui processi via snmp</li>
<li>check_spop: controlla connesioni SPOP</li>
<li>check_ssh: tenta una connessione a un server SSH</li>
<li>check_ssmtp: controlla connesioni SSMTP</li>
<li><strong>check_swap</strong>: controlla lo spazio swap sulla macchina locale</li>
<li>check_tcp: testa una connessione TCP su un host specificato</li>
<li>check_time: controlla l&#8217;ora sull&#8217;host specificato</li>
<li>check_udp:  testa una connessione UDP su un host specificato</li>
<li>check_ups: controlla lo stato dell&#8217;UPS controllato via NUT</li>
<li><strong>check_users</strong>:controlla il numero di utenti loggati</li>
<li>check_wave: controlla la forza del segnale ricevuto (da chi?)</li>
</ul>
<p>i plugin in <strong>grassetto</strong> sono plugin locali, quindi controllano i dati sull&#8217;host dove gira il processo nagios, oppure sono invocati usando check_by_ssh (che funziona benissimo).</p>
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		<title>Monitoraggio di rete con Nagios</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 08:23:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a.occhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Camiciusonline]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[nagios]]></category>
		<category><![CDATA[web monitoring]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230; configurato via ldap. Nagios è una nota applicazione open source per il monitoraggio di computer e risorse di rete. La sua funzione base è quella di controllare nodi, reti e servizi specificati, avvertendo quando questi non garantiscono il loro servizio o quando ritornano attivi. Il tutto abitualmente è gestito attraverso una pletora di files [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; configurato via ldap.</p>
<p><strong>Nagios</strong> è una nota applicazione open source per il monitoraggio di computer e risorse di rete. La sua funzione base è quella di controllare nodi, reti e servizi specificati, avvertendo quando questi non garantiscono il loro servizio o quando ritornano attivi. Il tutto abitualmente è gestito attraverso una pletora di files di configurazione che definiscono tutti gli oggetti che servono alla configurazione di questo prodotto.</p>
<p>Gli oggetti definiti sono:</p>
<ul>
<li>command: definizione dei comandi per la scansione di qualunque cosa</li>
<li>contact: i contatti ai quali bussare se qualcosa va male</li>
<li>timeperiods: intervalli di tempo nei quali un servizio (o una notifica) è attivo <a name="nota1link" href="#nota1">[1]</a></li>
<li>host: ovvero il server che viene monitorato</li>
<li>hostgroup: sono un raggruppamento mnemonico dei server. In realtà via Ldap non si possono usare</li>
<li>service: sono i servizi che vengono monitorati: per esempio webserver, db server, dns ecc..</li>
<li>servicegroup: sono un raggruppamento mnemonico dei servizi.  In realtà via Ldap non si possono usare</li>
</ul>
<p>La configurazione via file di testo è abbastanza scomoda, soprattutto se ci sono una fila di amministratori che devono gestirla e la cosa è in rapido divenire: una macchina che viene spenta intenzionalmente senza che venga tolta dal controllo Nagios, rischia di generare una serie di alert inutili e quindi di fare correre persone ecc. ecc.</p>
<p>Inoltre se si vogliono, per ridondanza, mettere più di un server Nagios, ogni modifica va replicata su tutte le macchine. Se si abbina alla cosa la possibile concorrenza delle modifiche si capisce come il mix rischi di diventare esplosivo.</p>
<p>La soluzione ldap, &#8220;regala&#8221; senza troppa fatica, una configurazione in un singolo punto, concorrenza nelle modifiche, consistenza con il resto dell&#8217;infrastruttura.</p>
<p>Questa soluzione è stata implementata da un personaggio che ha un <a href="http://tech.chickenandporn.com/2009/08/14/nagios-ldap-3-2-0-updated/" target="_blank">sito dal nome buffo</a>, e che ha provato (a quanto ho capito) a committare il tutto nel master branch, in realtà senza riuscirci. Nel post qui sopra, ci sono gli rpm che ha creato con il binario, la patch da applicare e un po&#8217; di altre amenità.</p>
<p>Fortunatamente il mio server di monitoraggio (che poi è il mio desktop) era una macchina Fedora, quindi i due file RPM (quello di Nagios in sé e quello dell&#8217;interfaccia web) si sono installati senza il minimo problema.</p>
<p>Riavviato il server web (e risolti alcuni problemini alla configurazione e all&#8217;autenticazione), alla pagina http://localhost/nagios/ rispondeva allegramente l&#8217;interfaccia, che monitora di default localhost.</p>
<p>In generale per riavviare il servizio Nagios, si usa il comando</p>
<p>service nagios restart</p>
<p>Prima del riavvio è bene controllare la configurazione utilizzando il comando</p>
<p>nagios -v /etc/nagios/nagios.cfg<br />
A questo punto, nel file /etc/nagios/nagios.cfg si commenta la riga</p>
<p>cfg_file=/etc/nagios/objects/localhost.cfg</p>
<p>e si aggiunge la riga che chiama l&#8217;albero ldap dove sono messi tutti gli oggetti.</p>
<p>ldap_server=ldap://ldap.localnet/name=Nagios,o=Qccv</p>
<p>Il comando di controllo della configurazione si lamenterà che non è possibile aggiungere nessun servizio, e quindi uscirà con errore.</p>
<p>A questo punto bisogna mettere host e servizi dentro LDAP.</p>
<p>Si introduce un nuovo concetto (che è implicito nella configurazione testuale) ovvero quello di monitorGroup.</p>
<p>Un monitorGroup è sostanzialmente un server di monitoraggio. Serve per mantenere in un solo ldap i dati di più server di monitoraggio. L&#8217;oggetto LDAP deve avere objectClass monitorgroup e deve contenere nell&#8217;attributo monitorFQDN l&#8217;hostname completo del server di monitoraggio.</p>
<p>Per come la cosa è costruita, il programma scandaglia un sottoramo dell&#8217;albero, cercando tutti gli oggetti che rispondono alle caratteristiche di host, di service e di monitorGroup.</p>
<p>Gli host sono definiti con queste classi e questi attributi:</p>
<ul>
<li>objectClass monitorHost<br />
da compilare cn, ipHostNumber, relativeDomainName, uguali a quelli sopra. Inoltre è da compilare il campo monitorGroup, con il nome completo di percorso del monitorGroup (o dei monitorGroup) che monitorizzano l&#8217;host. Inoltre qua si riscrive la descrizione, e il template che l&#8217;host estende.</li>
<li>objectClass top</li>
</ul>
<p>più una structural class, che può essere Host, ipHost, o qualcos&#8217;altro (da testare. La structural class in generale può essere quella della struttura preesistente).</p>
<p>I servizi invece sono così definiti:</p>
<ul>
<li>objectClass monitoredService<br />
obbligatori cn, hostName (o una lista di hostName) e monitorGroup. Ovviamente utili check-command  e nagius-use, che è il template di servizio. check-command è opzionale perchè potrebbe essere già definito nel template. È invece obbligatoria la descrizione. Senza questa il servizio non viene riconosciuto.</li>
<li>objectClass top</li>
</ul>
<p>Se tutto funziona al riavvio del servizio (service nagios restart, come root) oppure al controllo dei file di configurazione (nagios -v /etc/nagios/nagios.cfg) vengono rilevati i host e servizi relativi al monitorGroup sul quale stiamo lavorando.</p>
<p>A questo punto c&#8217;è solo da sbizzarrirsi: la definizione di host e servizi diventa un gioco, centralizzato, replicabile, protetto contro le modifiche concorrenti, integrabile con la infrastruttura ldap esistente.</p>
<p><a name="nota1" href="#nota1link">[1]</a> utile per esempio se il sistemista si può allertare via sms, pager o mail in orari diversi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.andreaocchi.net/wordpress/2009/11/02/monitoraggio-di-rete-con-nagios/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Backup della posta con Thunderbird</title>
		<link>http://www.andreaocchi.net/wordpress/2009/10/19/backup-della-posta-con-thunderbird/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 18:26:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a.occhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Camiciusonline]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccoci qui a parlare del Backup, quello bello, quello fatto bene, quello che ci fa dormire sereni la notte! In particolare qui si parla di backup della posta elettronica, e in particolare di posta elettronica scaricata in locale usando il programma libero Mozilla Thunderbird. Thunderbird, così come il &#8220;fratello&#8221; browser di casa Mozilla, Firefox, tiene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci qui a parlare del Backup, quello bello, quello fatto bene, quello che ci fa dormire sereni la notte!</p>
<p>In particolare qui si parla di backup della posta elettronica, e in particolare di posta elettronica scaricata in locale usando il programma libero Mozilla Thunderbird.</p>
<p>Thunderbird, così come il &#8220;fratello&#8221; browser di casa Mozilla, Firefox, tiene tutte le informazioni dentro una directory che si chiama &#8220;profilo&#8221;. Dentro il profilo ci stanno tutte le informazioni relative agli account di posta elettronica, le eventuali password salvate, estensioni, filtri e tutto quanto è necessario e auspicabile per duplicare l&#8217;ambiente di lavoro.</p>
<p>Quindi è sufficiente fare il backup di questa cartella (dove si vuole, dischi esterni, nastri, cd), per avere l&#8217;ambiente di posta elettronica spostabile e riconfigurabile.</p>
<p>Questo ha evidenti vantaggi. Si può tenere una copia di backup di tutto il nostro ambiente di posta elettronica. Posso lanciare da qualunque pc con installato Thunderbird (anche se non è nostro) lo scaricamento della posta elettronica, senza il rischio di perdere email, ecc.</p>
<p>Ma c&#8217;è un rovescio della medaglia. Il profilo non è &#8220;mergiabile&#8221; ovvero non posso fondere due profili, unendone per esempio le caselle di posta in maniera semplice. Oddio probabilmente smanazzando un po&#8217; con i file mbox riuscirei a riunirle, ma non è agevole né consigliabile.</p>
<p>Quindi il &#8220;trucchetto&#8221; è di avviare thunderbird sempre sulla stessa directory, oppure sulla directory eventualmente SPOSTATA su dispositivi mobili, e tutte le altre copie devono essere considerate come copie di BACKUP, e quindi consultate fuori rete, per evitare lo scaricamento non voluto di files dal server. Se non si memorizzano le password, il problema non si pone.</p>
<p>Per inciso, per avviare Thunderbird su un profilo non creato dal Thunderbird stesso si usa</p>
<p>thunderbird -Profile /directory/dove/sta/il/profilo/</p>
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		<title>Tuxotti, biscotti open source!!</title>
		<link>http://www.andreaocchi.net/wordpress/2009/09/18/tuxotti-biscotti-open-source/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 08:57:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a.occhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Camiciusonline]]></category>

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		<description><![CDATA[INGREDIENTI: 200g di farina 100g di zucchero 80g di burro 1 uovo scorza di limone 1 pizzico di sale 2 cucchiai di cacao amaro in polvere PREPARAZIONE DELLA PASTA FROLLA In una terrina versare la farina, lo zucchero ed un pizzico di sale, grattugiare un po’ di scorza di limone ed aggiungere l’uovo; mescolare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b>INGREDIENTI:</b></p>
<li>200g di farina</li>
<p></p>
<li>100g di zucchero</li>
<p></p>
<li>80g di burro</li>
<p></p>
<li>1 uovo</li>
<p></p>
<li>scorza di limone</li>
<p></p>
<li>1 pizzico di sale</li>
<p></p>
<li>2 cucchiai di cacao amaro in polvere</li>
<p><b>PREPARAZIONE DELLA PASTA FROLLA</b><br />
In una terrina versare la farina, lo zucchero ed un pizzico di sale,<br />
grattugiare un po’ di scorza di limone ed aggiungere l’uovo; mescolare<br />
il tutto con una forchetta finché l’uovo non è completamente amalgamato<br />
con la farina (potrebbe non unirsi con tutta la farina). Lavorare il<br />
burro con le mani ed iniziare ad impastare finché l’impasto non diventa<br />
omogeneo. Fare una palla con l’impasto ed inserire la terrina coperta<br />
in frigo per 30 minuti.</p>
<p><b>REALIZZAZIONE DEI BISCOTTI</b><br />
Estrarre la terrina dal frigorifero, dividere l’impasto in due palline<br />
all’incirca della stessa dimensione, prendere una delle due (se non<br />
sono proprio uguali scegliere quella un po’ più grande) e, dopo averla<br />
appiattita un po’ con le mani, versare i due cucchiai di cacao amaro in<br />
polvere e pian piano, stando attenti a non far fuoriuscire il cacao<br />
dall’impasto, impastare in modo che tutta la pasta diventi di un colore<br />
omogeneo. Prendere tre stampini rotondi, le cui misure ideali<br />
rispettivamente sono di 7cm, 4cm e 2cm di diametro. Stendere un po’ di<br />
pasta al cacao col mattarello fino ad ottenere un impasto di spessore<br />
di 3-4 mm ed intagliare un cerchio con lo stampino più grande. Con le<br />
mani cercare di ovalizzare leggermente il cerchio; dagli scarti<br />
dell’intaglio ottenere due triangolini per le ali ed uno per il becco<br />
ed unire quelli per le ali circa a metà dell’ovale; stendere della<br />
pasta bianca di 2-3 mm di spessore ed intagliare un cerchio con lo<br />
stampino medio e 4 cerchi con quello piccolo. Appoggiare il cerchio<br />
medio su un estremo dell’ovale grosso (lasciando 3 mm dalla fine) e<br />
fare una leggera pressione con le dita per farli unire; ovalizzare<br />
leggermente gli altri 4 cerchiolini ed appoggiarne due poco sotto il<br />
cerchio medio e gli altri due al di sopra (dove dovrebbe essere rimasto<br />
un notevole spazio vuoto sull’ovale al cacao), mettendone uno con<br />
l’asse maggiore in verticale (sinistro) e l’altro con l’asse maggiore<br />
in orizzontale (destro), applicare il becco e con due piccolissime<br />
palline di pasta al cacao fare le pupille. Ricordarsi sempre di premere<br />
con delicatezza sulle parti assemblate per farle unire.<br />
Disporre i biscotti su una teglia con della carta da forno, infornare<br />
per 10-15 minuti e dopo averli estratti, lasciarli raffreddare.
</p>
<p><a target="_blank" mce_href="http://www.remotes.it/index.php?mod=05_Lavori_e_Progetti/01_TUXOTTI" href="http://www.remotes.it/index.php?mod=05_Lavori_e_Progetti/01_TUXOTTI">preso da qui</a>. In pieno spirito Open Source, consiglio si può sostituire la scorza di limone con un po&#8217; di grappa o di cognac a piacere&#8230;.</p>
<p></p>
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