Primo decollo
Posted by a.occhi at 8:57 pm in Camiciusonline

Non sono riuscito a mantenere il proposito di tener segnato tutte le lezioni teoriche di volo che faccio, 2 a settimana sono davvero troppe. Però oggi per la prima volta mi sono seduto sul sedile di sinistra di un aeromobile.

La giornata è stata travagliata: arrivo in aeroclub verso le 12.45 e incontro uno dei colleghi mi avvisa che sono tutti in ritardo, quindi deve volare lui e poi volo io.

Quando arriva l’istruttore facciamo un briefing preparatorio alla sua lezione e mi sono accodato imparando alcune cose sull’azione dei comandi che non era oggetto della mia lezione, ma fa sempre comodo sapere alcune cose…

Quindi mangio qualcosa in aeroclub (una grigliatina di carne, con le patatine), mi metto in sala Briefing e do una rilettura ai principi del volo, giusto per far passare l’oretta di tempo.

Passo poi i controlli di sicurezza (duepalle…) e vado in hangar. Ivi scopro che c’è un aeroplanino che ha forato, e quindi c’è il raccordo alfa-alfa bloccato. Il mio collega è rimasto una mezz’ora in attesa su Brescia, un Ryanair è atterrato sulla 32, e per la gioia del pilota ha dovuto girare su se stesso (uno spettacolo piuttosto raro…), farsi il backtrack di tutta la pista, farsi mezzo raccordo charlie per uscire dalla pista in testata 32 e entrare nell’APRON.

Appena l’istruttore arriva, facciamo una ricognizione degli strumenti, giusto per capire dove sono (tutti, compreso il “freno a mano” dei flaps), e poi si comincia con le checklist. Prima in cabina, poi il giro dell’aereo, con tutti i controlli, poi si avvia il motore, e l’emozione è forte.

La cosa più complicata è guidare con i piedi (ruotino e timone si comandano con la pedaliera) e non è così facile mantenerlo dritto. Facciamo la prova motore a metà del raccordo, dando la precedenza al Ryanair che riparte (e che non aveva voglia di partire dietro di noi, che ci sta anche visto che comunque io sono studente e ci ho messo un po’ a fare i controlli pre-decollo). La prova motore è abbastanza impressionante, l’aereo vibra tutto, e si fanno alcuni controlli soprattutto gli strumenti motore (giri, magneti, aria calda al carburatore) e la temperatura e la pressione dell’olio.

Il decollo è in mano mia. Man mano che la velocità sale diventa difficile mantenere l’aereo dritto, e la minima pressione sulla pedaliera porta l’aereo a spostarsi sulla pista. Per fortuna è larga 40 metri.

È un casino: bisogna guardare contemporaneamente la pista (per non andare a fuori dalla mezzeria) e l’anemometro, per sapere quando ruotare. Alla rotazione, l’aereo zompa verso l’alto, e la cosa fa abbastanza impressione. Tendo a metter giù il muso ma non va mica bene, quindi mi corregge. Passati i 600 piedi sul livello del mare,  via i flap e comincio un po’ a capire come agiscono i comandi. Questi vanno sempre centrati dopo ogni manovra, perché se no il comando continua ad agire, e a far ruotare l’aereo.

Brescia è uno dei punti di uscita dello spazio aereo di Monti Torre, e si è rilasciati da Monti Torre per essere passati a Padova Informazioni.

A Padova Informazioni chiediamo di andare all’altro punto di ingresso a Monti Torre che è Lonato. Si riconosce bene dall’alto, perché ha una chiesa con la cupola e accanto una torre. Poi andiamo a fare un giretto per Desenzano, viriamo di 180 gradi sul lago. La vista del culo del Lago di Garda è notevole dall’alto, nonostante la foschia limiti abbastanza la visibilità. Rientriamo verso Lonato e ripassiamo sul controllo di Monti Torre. La pista è praticamente invisibile fino a quando ci siamo sopra. A questo punto l’istruttore prende decisamente i comandi, anche perché c’è dell’altro traffico in partenza, quindi un casotto. La torre ci chiede di allungare un po’ il tempo di sottovento per lasciare sfilare il traffico in decollo. Atterriamo per la 14 e al posto di fare il backtrack facciamo tutti i 3 km di pista. Usciti sul raccordo, facciamo i raccordi post-volo e mi alleno ancora a guidare con i piedi. Per i 100 metri del raccordo Foxtrot seguiamo il followme, anche se il raccordo è perfettamente dritto e si vede il parcheggio.

Incomprensibile la necessità del followme. In pratica mi faccio 2km e mezzo di rullaggio, girando tutto l’aeroporto, e gli ultimi 100 metri mi serve un followme?

Considerazioni:

  • sembra tutto facile fatto da altri. Quando qualcosa lo fai tu e qualcosa lo fanno altri, resta più complicato ma non troppo. Pensare di fare tutto io, la vedo grigia. Però conto che alcune azioni richiederanno sempre meno sforzo mentale, quindi di poter fare cose “ad alto livello” (quando cambio, non penso a come gioco con la frizione e la leva, cambio e basta, azione ad alto livello, penso “metto terza”  e l’azione viene in automatico)
  • il decollo è una cazzata. Manetta, un po’ di pedaliera (soprattutto sinistro, visto l’effetto dell’elica) e quando è ora (e lo dice l’anemometro) si tira il volantino e l’aereo decolla. Punto. A quel punto va su da solo, si molla un po’ di motore, si tolgono i flap e in un attimo sei a 1500 piedi.
  • Ho una tendenza a tener su il muso. È difficile guardare contemporaneamente fuori e gli strumenti. Con la foschia è difficile distinguere la linea dell’orizzonte, e quindi è difficile mantenere il muso all’altezza giusta. Però, ora che siamo arrivati a Lonato, riuscivo a capire com’era mantenere l’aereo in volo rettilineo livellato.
  • Le vibrazioni e i salti si sentono parecchio. Devo ancora capire quanto devo assecondarle muovendo i comandi durante il colpo di vento, oppure semplicemente agendo sui comandi dopo se l’assetto ne risente. In realtà i movimenti sono intrinsecamente stabili, quindi a meno di colpi enormi, l’aereo torna in volo piano
  • L’atterraggio è un casotto. Devi contemporaneamente parlare con la torre (chiedendo l’autorizzazione), perdere quota e velocità. Non hai un freno, i flap ti fanno rallentare ma ti danno portanza, quindi rischi di non scendere più. Ovviamente chi se ne frega a Montichiari, dove c’è una pista di 2990 m, ma su una pista corta è un bel casino. Il problema è che perdendo quota acquisti velocità, devi tirare su il muso e rischi di perdere la vista della pista.
  • In rullaggio post atterraggio si muore di caldo. Soprattutto oggi con il sole e in rullaggio non è che vai a 200 all’ora… E non c’è il climatizzatore, e neanche il ventilatore (abitualmente hai un ventilatore di 70 cm davanti al naso…
  • L’elica da un po’ di noia in rullaggio, quando si tengono 1000-1100 giri, ma dopo il decollo sostanzialmente sparisce.

Per oggi basta, vado a cena. La prossima volta si va di effetto comandi. Girando il volantino si rolla e c’è una imbardata indotta dalla parte opposta. Con la pedaliera si vira e a lungo andare c’è un rollio indotto dalla stessa parte. Tirando il volantino si cabra, guadagnando quota e perdendo velocità. Spingendo è il contrario…

A presto

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