IPv6 attivo dal 4 febbraio 2008? Lo dice il Corriere!!
Posted by a.occhi at 2:19 pm in Camiciusonline

Qui una perla del Corriere.it. La commentiamo perché un misto di cavolate e cose vere così ben farcito, non lo vedevo dai tempi di Panerai su Panorama.

MARINA DEL REY (Usa) –

Ok, come per dire: le notizie di tecnologia arrivano dagli Stati Uniti. Che poi il web sia stato inventato a Ginevra, questo è secondario.

Gli indirizzi internet non bastano più. O meglio si esauriranno entro breve e oggi degli oltre 4 miliardi computabili con il sistema attuale ne rimangono liberi solo il 14 per cento. Il che vuol dire che entro il 2011, secondo i calcoli dell’Icann, la massima autorità che governa l’attribuzione degli indirizzi e dei domini sul web, non ce ne saranno più. Per questo dal 4 febbraio è attivo il nuovo sistema di assegnazione, l’ipv6, che inizierà ad affiancarsi a quello attuale, l’ipv4, per prenderne completamente il posto nel giro di una quindicina d’anni. Il nuovo sistema metterà a disposizione un numero sorprendentemente alto di indirizzi identificativi, pari a due elevato alla centoventottesima potenza o, se preferite, 3,4 per 10 alla trentottesima (con l’ipv4 siamo a 2 alla 32esima). Insomma ce ne sarà in abbondanza per tutti.

Il problema non è nato il 4 febbraio 2008. Poi i domini non c’entrano nulla. In realtà c’è un problema anche sui domini (soprattutto i domini corti), ma qui si sta parlando di IP. In realtà, quando è stato sviluppato il protocollo IP 4 miliardi di indirizzi sembravano molto più che sufficienti. Impossibile prevedere la crescita esponenziale delle connessioni…

PERSONE E MACCHINE - Tanto nuovo spazio nello stradario del web è necessario almeno per tre motivi. Paesi emergenti e molto popolosi si stanno affacciando a Internet in questi anni. Cina e India contano da sole quasi la metà della popolazione mondiale, e iniziano ad abbattere il digital divide portando milioni di nuovi utenti in Rete. Inoltre sono sempre più numerose le connessioni al web tramite cellulare, e il mercato degli smartphone – i cellulari intelligenti – punta a diventare un mercato di massa, non più solo destinato a chi col telefono ci lavora. Infine, ma non meno importante, al di là dei telefonini intelligenti, ci saranno sempre più macchine connesse tra loro in internet: dai sistemi di monitoraggio ambientale, alle molte soluzioni proposte dalle tecnologie che abilitano il cosiddetto machine-to-machine.

Lo stradario del web? Le strade non c’entrano nulla, in realtà il problema è nelle case, o meglio negli indirizzi del web. Che IPv6 migliori anche l’instradamento è un’altra cosa…
Mi piacerebbe poi vedere una analisi della “fame” di indirizzi IP richiesti da Cina e India. Sicuramente tanti, ma più in prospettiva che altro…

TRANSIZIONE - Il vecchio sistema quindi non basta più, né per le persone, né tanto meno per le cose da mettere in comunicazione tra loro e con le persone. Codificato nel 1981 l’ipv4 ha dato segni di debolezza già da qualche anno, e per questo nel 2004 è stato inaugurato l’ipv6, introdotto nelle tecnologie di rete (router e switch) e nei personal computer.

Ah si? ma nella prima parte dell’articolo non si diceva che era attivo dal 4 febbraio?

I due sistemi hanno coesistito fino a oggi, con l’ipv6 costretto e limitato nel vecchio sistema. Da oggi le macchine predisposte per l’ipv6 lo sfrutteranno a pieno, un cambiamento trasparente che sarà invisibile per l’utente finale, ma che permetterà a Internet di continuare a esistere ancora per molto.

Sicuri sicuri? il mio collegamento a Internet continua ad avere un indirizzo IPv4. I miei server continuano ad avere indirizzi IPv4. Nessuno dei miei apparati di rete è in grado di instradare IPv6.

L’ipv4 dovrebbe tuttavia continuare a funzionare fino al 2025, quando, grazie alla naturale sostituzione delle tecnologie di rete e dei dispositivi degli utenti, sarà completamente sostituito dall’ipv6.

Con quale tecnica?
Tunnel IPv6 in IPv4, oppure tunneling automatico 6to4 (che mette un pacchetto IPv6 dentro il payload di un pacchetto IPv4)? Oppure una tecnica nuova che solo il Corriere.it conosce?
Possibile che nessuno dei giornali online di informatica parli, o abbia parlato di una transizione epocale del genere?

Fonti

Wikipedia riporta molte informazioni in Italiano. Inoltre vi si trovano molti link ai documenti originali di specifica (in inglese)

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