Così, in aeroporto a Girona, aspettando l’imbarco, mi chiedevo quali fossero gli aeroporti e gli aerei che nella mia vita aeronautica avevo girato.
Sempre così, in simpatia e shallo, cercavo di mettere nero su bianco quali fossero i voli che ho fatto, dal mio battesimo del volo (lontano 2002) ad oggi.
Quindi il risultato di tutto questo è quello che metto in questo post:
- 21 (o 22) luglio 2002: Milano Linate (LIN-LIML) -Francoforte sul Meno (FRA – EDDF) – Airbus A319 (?) – Lufthansa
- 21 (o 22) luglio 2002: Francoforte sul Meno (FRA – EDDF) – Philadelphia International Airport (PHL – KPHL) – Airbus A340-400 – Lufthansa
- 4 agosto 2002: New York JFK (JFK – KJFK) – Monaco di Baviera (MUC – EDDM) – Airbus A340-400 – Lufthansa
- 5 agosto 2002: Monaco di Baviera (MUC – EDDM) – Milano Malpensa (MXP -LIMC) – Avro RJ-85 (?) – Lufthansa
- 4 settembre 2006: Milano Malpensa (MXP -LIMC) – Fuerteventura (FUE – GCFV) – McDonnell Douglas MD82 – ItAli
- 11 settembre 2006: Fuerteventura (FUE – GCFV) - Milano Malpensa (MXP -LIMC) – McDonnell Douglas MD82 – ItAli
- 22 maggio 2008: Brescia Montichiari – Roma Fiumicino – McDonnell Douglas MD82 – Airbee
- 23 maggio 2008: Roma Fiumicino – Brescia Montichiari – McDonnell Douglas MD82 – Airbee
- 1 settembre 2008: Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) – Djerba (DJE – DTTJ) – Boeing 737-600 – Tunisair
- 1 settembre 2008: Djerba (DJE – DTTJ) – Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) – Boeing 737-600 – Tunisair
- 29 dicembre 2008: Milano Malpensa (MXP -LIMC) – Bruxelles Zaventem (BRU – EBBR) – Avro RJ85 – Brussel Airlines
- 29 dicembre 2008: Bruxelles Zaventem (BRU – EBBR) – New York JFK (JFK – KJFK) – Boeing 777-300ER – JetAirways
- 4 gennaio 2009: New York JFK (JFK – KJFK) – Bruxelles Zaventem (BRU – EBBR) – Boeing 777-300ER – JetAirways
- 5 gennaio 2009: Milano Malpensa (MXP -LIMC) – Bruxelles Zaventem (BRU – EBBR) – Avro RJ85 – Brussel Airlines
- 7 maggio 2009: Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) – Roma Ciampino – Boeing 737-800 – Ryanair
- 9 maggio 2009: Roma Ciampino – Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) – Boeing 737-800 – Ryanair
- 24 luglio 2009: Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) – Londra Stansted (STN) – Boeing 737-800 Ryanair
- 26 luglio 2009: Londra Stansted (STN) – Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) – Boeing 737-800 Ryanair
- 24 agosto 2009: Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) – Londra Stansted (STN) – Boeing 737-800 Ryanair
- 27 agosto 2009: Londra Stansted (STN) -Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) – Boeing 737-800 Ryanair
- 28 gennaio 2010: Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) – Saragozza (ZAZ) – Boeing 737-800 Ryanair
- 30 gennaio 2010: Saragozza (ZAZ) -Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) – Boeing 737-800 Ryanair
- 23 aprile 2010: Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) – Barcellona Girona (GRO) – Boeing 737-800 Ryanair
- 25 aprile 2010: Barcellona Girona (GRO) -Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) – Boeing 737-800 Ryanair
- 28 maggio 2010: Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) – Saragozza (ZAZ) – Boeing 737-800 Ryanair
- 30 maggio 2010: Saragozza (ZAZ) -Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) – Boeing 737-800 Ryanair
E in futuro:
- 16 agosto 2010: Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) – Stoccolma-Skavsta (NYO-ESKN) – Boeing 737-800 Ryanair
- 17 agosto 2010: Stoccolma-Skavsta (NYO-ESKN) -Bergamo Orio al Serio (BGY-LIME) – Boeing 737-800 Ryanair
- 13 settembre 2010: Milano Malpensa (MXP – LIMC) – Londra Heathrow (LHR) – Airbus A319 – British Airways
- 13 settembre 2010: Londra Heathrow (LHR) – New York JFK (JFK – KJFK) – Boeing 747-400 – British Airways
- 21 settembre 2010: New York JFK (JFK – KJFK) – Londra Heathrow (LHR) – Boeing 747-400 – British Airways
- 22 settembre 2010: Londra Heathrow (LHR) – Milano Malpensa (MXP – LIMC) – Airbus A321 – British Airways
Insomma, Buon VIAGGIO!!!!
Sia benedetto il team di sviluppo di FAT32 che ha limitato la dimensione massima dei files a 2GB (probabilmente in tempi in cui 2GB erano un miraggio, a loro parziale discolpa)…
E siano maledetti coloro che in un disco esterno da 250GB hanno messo un filesystem FAT32, al posto di un file system un po’ più serio…
E maledetto io che non me ne sono accorto!
Comunque, avevo bisogno di fare un backup di 30 e rotti GB su un disco di cui sopra (già mezzo pieno di dati, quindi impensabile riformattare il disco stesso), e volevo usare tar, con gzip.
Quindi ho trovato questo articolo di Red Hat, che consiglia una soluzione e l’ho provata. Nel caso la pagina di RedHat sparisca, ricopio qui i due comandi, quello per comprimere
tar -czf /dev/stdout $(DIRECTORY_OR_FILE_TO_COMPRESS) | split -d -b $(CHUNK_SIZE_IN_BYTES) - $(FILE_NAME_PREFIX)
e quello per estrarre.
cat $(FILE_NAME_PREFIX)* >> /dev/stdout | tar -xzf /dev/stdin
Come chunck size io ho usato 2147000000 che dovrebbe essere giusto un po’ di meno dei 2 GB che supporta FAT32.
Sta lavorando. Appena ha finito faccio una prova di restore, poi riferisco se funziona…
Ricominciamo!
Fatti i controlli e fissata la data, non c’è altro da fare che aspettare (con ansia) il giorno dell’operazione, avvisando di almeno una settimana di ferie al lavoro.
Inoltre è bene comprare la prima dose di colliri, che vengono prescritti durante il preoperatorio.
Il giorno dell’operazione è necessario presentarsi con un paio di occhiali da sole (che io avevo, ma che ad altri sono stati forniti dalla struttura), accompagnati e vestiti comodi. Per la cronaca io avevo jeans, maglietta e maglione.
Si passa alla cassa, dove vengono fatturati sia l’operazione stessa che i primi controlli. Ho pagato esattamente 2998,19 euro per l’operazione e 150 euro di controlli, 200 euro di meno di quanto previsto (visto che sembrava che dopo il 1 gennaio il costo fosse di 1600 euro/occhio). Sono accettati anche gli assegni, e per fortuna, visto che la mia carta di credito si ferma a 2500…
Dopo queste menate burocratiche, si va in sala operatoria. Qui delle gentilissime infermiere, ti accolgono, ti mettono cuffia, un simpatico quanto ridicolo grembiule e due sovrascapre, il tutto azzurro cielo. Si lasciano gli occhiali (per sempre) e si aspetta che venga il chirurgo. Nel frattempo si controllano tutte le carte (in particolare le firme sui consensi informati). Quando arriva il chirurgo fa un rapido controllo dell’occhio per verificare che non siano presenti problemi dell’ultim’ora e ti mettono un collirio, che poi ho saputo essere la prima dose di anestetico.
Io ero il terzo in coda, e il primo della lasik. Quando è uscita la prima signora, mi hanno accompagnato nell’ambiente antistante la sala operatoria.
Qui è stata operata una sommaria disinfezione delle orbite, e mi è stata messa la seconda dose di anestetico.
Poi ho aspettato cercando di rilassarmi un po’, ho visto uscire il signore prima di me (che aveva da operare un occhio solo). Poi ogni tanto qualcuno dalla sala veniva a dirmi di stare tranquillo che stavano tarando il tutto e preparando gli strumenti, visto che la lasik è un po’ più impegnativa della prk che avevano fatto i due prima di me.
Ah, nell’attesa mi hanno anche messo due garze sulle tempie, per evitare (come era peraltro successo quando ero caduto in bici) che mi si riempisse l’orecchio di lacrime (allora era anche sangue)…
Poi il chirurgo declama il tuo nome (o per essere sicuro di chi sta operando, oppure per un sistema di video-audioregistrazione del tutto) e vieni accompagnato in sala operatoria.
Il lettino è di pelle blu, e, in corrispondenza della testa ci è un foro in modo che la testa rimanga incastrata. Ti chiedono come va e se sei agitato. Rispondo che la mia fiducia nei loro confronti (e nei confronti della tecnologia) è totale.
Sopra il lettino, all’altezza del petto sporge un braccio meccanico che contiene il laser a eccimeri, due-tre laser di registro (due verdi ai lati e uno rosso centrale), un ingranditore dell’occhio. Intorno al tavolo ci sono:
- dritto sopra la mia testa il chirurgo
- alla sua sinistra il tecnico del laser, a cui il chirurgo per esempio comanda le variazioni di ingrandimento
- una o due ferriste che passavano i vari strumenti al chirurgo
Dopo le ultime gocce di anestetico, un tappo di garza sull’occhio sinistro, e l’operazione comincia.
Con un cerotto e poi con un divaricatore metallico, si fa in modo che l’occhio stia aperto, e che non ci siano ciglia a intralciare il lavoro (se sono poche si tagliano, se no si ripete con il cerotto). Il divaricatore ha una rotella e quindi il chirurgo tiene la palpebra aperta il minimo indispensabile per la necessità del momento.
A questo punto entra in scena il microcheratomo: è una specie di maniglia, viene appoggiato sulla cornea e si vede chiaramente la lama che incide la cornea da destra a sinistra e poi si ritrae. Poi procede tutto abbastanza velocemente: quando la lama del microcheratomo è completamente ritratta, si toglie lo strumento, il chirurgo valuta la posizione del flap (“forse un po’ a sinistra, ma procediamo“), con una pinzetta prende il flap e lo sposta di lato. Poi ti chiede come stai, e ti dice che adesso verrà fatto il laser, di fissare la luce rossa al centro, che durerà poco.
La luce rossa sparisce quasi subito, per riapparire dopo qualche secondo, e un odore intenso di bruciato, acre, che da fastidio alla gola si spande dal tuo occhio. Credo che il tutto non sia durato più di 20-25 secondi, ma non ho una misura oggettiva di ciò.
Finito il laser, il chirurgo riposiziona il flap e bagna abbondantemente l’occhio. Poi lo asciuga, poi lo bagna ancora, verifica che il flap sia a posto. Quando gli piace, pronti via, si riparte con l’altro occhio.
Stessa roba, ma a metà della cosa sento una punta di fastidio. Il chirurgo lo nota, chiede conto dell’anestetico messo, e me ne fa mettere ancora alcune gocce. Peccato che dopo pochi secondi fa bagnare l’occhio, quindi l’effetto è praticamente nullo. Stringo un po’ i denti, ma non è proprio dolore, quasi un po’ di consapevolezza che una lama ti sta facendo una fettina sulla cornea.
Ero un po’ preoccupato della “gestione” dell’occhio operato sotto la garza, ma in realtà poi ero molto concentrato a mantenere l’occhio in posizione, quindi non c’è stata più attenzione per quello già operato.
Quando è tutto finito, vengono tolti tutti i cerotti (compresi i raccoglilacrime) e ti fanno alzare. La prima impressione è fantastica: ci vedi! Tanto che ho sbagliato a leggere l’orario, di un orologio che era messo alle mie spalle. Torno quindi verso la sala accoglienza, dove metto gli occhiali da sole. Dopo qualche minuto arriva il chirurgo, ci controlla gli occhi come prima e riparte con il secondo giro, facendo loro il controllo rapido preoperatorio.
Già stufo del tempo passato in ospedale decido di andarmene il prima possibile. Le gentili infermiere non volevano lasciarmi scappare, ma, accompagnato da mia sorella, torno verso la macchina. E uscendo cominciano alcune noie: gli occhiali che sembravano assolutamente scuri non sembrano così scuri, tanto che la luce da un fastidio cane. Poi tenere gli occhi aperti li fa lacrimare modello fontana, quindi decido che gli occhi staranno chiusi. Quindi modello cieco (ovvero con una mano sulla spalla di Carla, e tentando di aprire gli occhi ogni tanto, ma rimanendo annegato (e con gli occhiali appannati) in un mare di lacrime.
Arrivato a casa, verso le 11 e un quarto, mi svacco sul divano tenendo gli occhi chiusi e riaprendoli ogni tanto provocando allagamenti.
All’ora di pranzo torna Marco, mangiamo insieme, e le lacrime tendono a essere un po’ di meno, quindi comincio a pensare che non morirò annegato nelle mie lacrime.
Dopo aver lautamente mangiato, sonnellino pomeridiano di un paio d’ore, così gli occhi riposano. Mi sono svegliato verso le quattro e ci vedevo. Alle sei ero già stufo di stare in casa, quindi siamo andati, ovviamente munito di occhiali da sole, nonostante fosse praticamente buio, a fare la spesa alla COOP.
Il giorno dopo, ho fatto il primo controllo, presso il solito ambulatorio 14, dove ho trovato le persone che erano state operate con me tutte doloranti (visto che la PRK è un po’ più noiosa) e tremendamente invidiose del fatto che io ci vedessi già benissimo senza sostanzialmente noie.
Il secondo controllo è fatto la domenica successiva (si, la domenica) in mattinata. Altro controllo visivo della cornea, senza prova dell’acuità visiva. Tempo totale del controllo: 5 minuti. Dovevo pure consegnare un questionario sul dolore, ma anche il dottore mi ha detto che sono assolutamente inutili per la lasik.
Allora: il prospetto attuale dei conti è:
- 120€ prima visita
- 150€ preoperatorio
- 2998€ operazione
- 150€ controlli
- ??? colliri vari
Dopo circa un mese, viene fissato l’ultimo controllo con il chirurgo.
Da questo è risultato che:
- dall’occhio sinistro vedo 11/10 naturali
- dall’occhio destro vedo 9/10 naturali e 10/10 con una lieve correzione astigmatica.
Una cosa importante, che però non ha fatto quasi nessuno di quelli che conosco è farsi levare dalla patente l’obbligo lenti.
Oddio, al 90% se uno ti ferma e ti vede senza occhiali con l’obbligo lenti pensa che hai le lenti a contatto. Se però trovi uno fiscale, ti da la multa, e non puoi neanche ricorrere perché ha sacrosanta ragione (c’è tanto di sentenza della cassazione in merito). La procedura è analoga al rinnovo decennale della patente (come scritto qui oppure qui): si paga la visita e un po’ di marche da bollo (e qui bisogna vedere le disposizioni locali, dipende da asl a asl) e ti rilasciano un certificato provvisorio. Dopo qualche settimana ti arriva il bollino da applicare sulla patente, esattamente come il rinnovo. A mio parere è una cosa da fare subito. Oltre agli eventuali problemi legati a un controllo, per quanto remoti, ci sono eventuali problemi assicurativi: la compagnia potrebbe rivalersi su di voi o non pagare un sinistro da voi provocato in caso di questo “vizio di forma”.
Usciamo un po’ dall’argomento principale del blog, dopo la mia operazione di Lasik, per la correzione della miopia. Siccome molte persone mi hanno chiesto informazioni su come ho fatto, perché l’ho fatto, come è andata ecc. ecc. ho deciso di raccogliere qui tutte le informazioni necessarie.
Prima di cominciare, due righe per evitare di finire in galera.
- Nulla di questo post contiene pareri medici rivolti a nessuna persona fuori di me. Non sono in alcun modo responsabile delle informazioni qui contenute, che in breve tempo possono diventare obsolete.
- Quella che racconto è la MIA esperienza. Altri possono avere controindicazioni specifiche o generali per il ricorso alla chirurgia. In ogni caso il responsabile delle scelte è l’eventuale lettore, e il parere di un medico è assolutamente prioritario rispetto al mio.
Quindi se decidete, in base a queste informazioni, a operarvi, io non garantisco che le cose vadano così come sono andate a me, e se per caso qualcosa andasse storto, sono profondamente fatti vostri e io non c’entro nulla.
Bando alle ciance, quindi.
Alcune informazioni preliminari.
Nessuna operazione chirurgica è esente da rischi. Oltre ai rischi generali (infezione, setticemia, allergia a uno dei farmaci, malfunzionamento degli strumenti) che possono portare fino alla morte, ci sono i rischi specifici della chirurgia oculare, che possono portare alla cecità di uno o di entrambi gli occhi, oppure anche alla perdita di uno o di entrambi gli occhi. In ogni caso, le probabilità di una di queste cose sono estremamente bassi, quindi, a mio parere trascurabili. Conosco un sacco di persone che sono rimaste contentissime dell’operazione e quindi ho deciso di provare almeno a fare i test.
I tipi di operazione sono sostanzialmente due, o almeno due sono quelli che si fanno abitualmente in Italia. Sono sostanzialmente operazioni distinte, accomunate solo dal fatto che viene usato un laser a eccimeri per modellare la cornea per evaporazione, entrambe sono fatte in regime di day hospital e in entrambe viene generalmente fatta solo una anestesia topica (ovvero a base di colliri).
- PRK fotocheratotomia refrattiva. Dopo l’applicazione di un divaricatore palpebrale il chirurgo rimuove con una spazzolina l’epitelio corneale, e poi tramite il laser rimuove una parte di cornea in modo da modificare il potere refrattivo della cornea stessa. Poi viene applicata sull’occhio una lente a contatto protettiva in quanto è necessario fare in modo che si ricostruisca l’epitelio corneale. Questa operazione costava circa 950 euro a occhio.
- LASIK Cheratomileusi laser in sito. Tramite un microcheratomo viene creato un flap corneale che viene girato di lato. Poi si fa l’operazione con il laser nello stesso modo della PRK. Il flap viene poi ridisteso sulla cornea operata e dopo qualche giorno si salda alla cornea. Il costo è di circa 1500 euro a occhio. Il recupero è in genere meno fastidioso e meno doloroso, e più rapido, visto che l’epitelio corneale viene mantenuto al di sopra del flap.
La scelta del luogo dove farmi operare (visto che era opinione comune tra gli amici operati) era cruciale.
La scelta è caduta sulla fondazione poliambulanza per una serie di motivi:
- Una struttura grossa ha i macchinari più recenti. Nessuno dei laser in Poliambulanza ha più di sei mesi, perché molti chirurghi operano e quindi i tempi di ammortamento delle macchine sono più bassi.
- Una struttura privata ha una selezione del personale meno legata a criteri baronali ed è più probabile che i chirurghi possano scegliere in autonomia il loro staff.
- Le persone che fanno i test preoperatori e che valutano l’idoneità del paziente alla operazione, non hanno nessuno svantaggio a dirti che non puoi fare l’operazione. Siano essi dipendenti o beneficiari di borse di studio, di progetti ecc. hanno il loro stipendio (o rilasciano la loro fattura) indipendentemente dal fatto che tu faccia l’operazione o meno. Quindi non è un problema per loro dirti che ci sono controindicazioni gravi e che quindi l’operazione non è opportuna.
- Conoscevo il chirurgo. Era compagno di classe di mia mamma, e ho trovato buone referenze in merito.
- Le volte (poche in realtà) che ho avuto necessità di usufruire dei servizi della Poliambulanza sono stati puntuali, precisi e affidabili. Molte persone che sono state lì per i motivi più diversi si sono trovati molto bene
Scelti quindi Chirurgo e struttura, la procedura da effettuare per l’operazione è la seguente:
- Visita oculistica preliminare con il chirurgo. Durate questa visita viene fatto un controllo preliminare degli occhi, viene spiegato lo svolgimento dell’operazione, e viene fatta una prima valutazione del difetto di rifrazione. Questa visita costa 120 euro, e si prenota al centro prenotazioni della Poliambulanza, specificando il nome del chirurgo. Viene rilasciata della documentazione che è da conservare e portare alle visite successive.
- Test preoperatori. Occupano circa una mezza giornata, ma lasciano sostanzialmente “inabili” al lavoro per tutto il giorno in quanto viene messa una dose da cavallo di atropina e di un’altra sostanza che blocca la mobilità del cristallino, quindi in vista da vicino c’è solo una distanza utile per la visione senza difetti e la luce da un fastidio cagno.
Vengono fatti un sacco di test (sostanzialmente fotografie di vario tipo e genere alle cornee) più la valutazione precisa (a cristallino bloccato) del difetto da correggere. Alla fine di questi test viene dato il consenso o meno alla operazione, e vengono eventualmente puntualizzate delle controindicazioni specifiche per una operazione o l’altra. A questo punto c’è da fare la scelta tra PRK e LASIK, quindi bisogna prepararsi alla cosa. Vengono rispiegati tutti i rischi e un oculista è a disposizione per chiarire ogni dubbio in merito. Dopo di ciò viene proposta una data per l’operazione. Ovviamente è possibile posticiparla (ma solo di pochi giorni, in quanto i test hanno una validità limitata). I test costano 150 euro e non sono svolti da un chirurgo ma da altri oculisti, che gestiranno in parte anche la degenza e le visite di controllo. La distanza temporale tra la prima visita e i test è a discrezione del paziente, ma se è troppo alta ti chiedono il perché, perché temono che sia colpa loro…
Tra qualche giorno finirò la descrizione della cosa, con l’operazione e la degenza…
Continua la nostra carrellata sull’utilizzo di Nagios.
Ogni controllo fatto su un host, è fatto (di solito, ma non obbligatoriamente) da un plugin di Nagios. Questi non sono altro che file eseguibili (alcuni sono script di shell o perl) con alcune caratteristiche:
- il valore di ritorno è 0 se il valore è ok, 1 se è warning, 2 se è critical, 3 se è unknown
- stampano su stdout una riga che esplichi qualche valore extra (magari che spieghi il motivo della condizione di errore, se c’è
Ovviamente la cosa migliore è che siano un minimo configurabili (ovviamente una condizione che per noi è critica in altre situazioni potrebbe essere accettabile, o solo warning. Maggiori informazioni qui.
Per reference mia, per capire se mi è scappato qualcosa che mi potrebbe essere utile, ho installato tutti i pluginche Fedora 8 mette a disposizione, e quindi ne faccio un elenco.
- check_apt: utile solo per le distribuzioni debian-based o con apt-get configurato e funzionante. Fa l’upgrade automatico di queste distribuzioni. ritorna warning se è stato fatto un upgrade. Ritorna critical se vengono aggiornati dei pacchetti selezionabili via REGEXP
- check_breeze: controlla la potenza del segnale di un apparecchi wireless Breezecom
- check_by_ssh: esegue comandi su un host remoto. Utile per installare solo i plugin sui server remoti e controllare tutto da un singolo host di monitoraggio
- check_clamd: testa l’attività di un server clamd
- check_cluster: controlla la salute di un cluster
- check_dhcp: controlla la presenza del server DHCP
- check_dig: controlla le risposte di un server DNS utilizzando dig. Eventualmente controlla anche la correttezza delle risposte
- check_disk: controlla lo spazio disco usato su un filesystem montato (controlla sia lo spazio che gli inode, e si possono utilizzare sia soglie assolute che percentuali). Si possono ignorare filesystem sia per tipo (che ne so, ISO9660) che per mountpoint
- check_disk_smb: controlla lo spazio su share di rete SMB
- check_dns: come check_dig ma utilizza nslookup
- check_dummy: check finto: ritorna lo stato indicato nella riga di comando
- check_file_age: verifica che un file non sia vuoto e/o che sia stato acceduto-scritto da un tempo prefissato
- check_flexlm:controlla la presenza di uno (o tre) Flexlm licence manager
- check_fping: usa fping per un controllo veloce dell’host
- check_ftp: testa l’attività del server FTP, passandouna stringa e controllando che ritorni quella corretta
- check_game: utilizza qstat per controllare un game server
- check_hpjd: controlla lo stato di una stampante che utilizza una scheda JetDirect
- check_http:controlla un server http (o https), segue i redirect, e contorlla stringhe e regexp su quanto ritornato
- check_icmp:esegue un ping (pacchetto ICMP) con opzioni avanzate (Tipicamente TTL)
- check_ide_smart: contorlla lo stato di un hard disk ide usando SMART
- check_ifoperstatus: controlla lo stato di una particolare interfaccia di rete sull’host usando snmp
- check_ifstatus: idem come sopra, ma le controlla tutte
- check_imap: testa le connesioni IMAP, eventualmente tentando una autenticazione.
- check_ircd:controlla un server irc
- check_jabber:controlla un server Jabber
- check_ldap:controlla un server ldap, tendando una query su un basedn
- check_ldaps:lo stesso di cui sopra, ma usando TLS
- check_linux_raid:
- check_load: contorlla il carico di sistema corrente
- check_log: controlla il file di log per un pattern conosciuto
- check_mailq: controlla la lunghezza nella coda delle email (supporta sendmail, qmail)
- check_mrtg: controlla il valore medio o il massimo di una delle due variabili memorizzate in un log file MRTG
- check_mrtgtraf: controlla i transfer rates di un router, switch ecc. registrati in un log MRTG
- check_mysql: testa la connessione su un database server MySql
- check_mysql_query: testa la connessione su un database server MySql effettuando una query e valutando i risultati
- check_nagios: controlla il processo nagios
- check_nntp: controlla una connessione NNTP
- check_nntps: controlla una connessione NNTPS
- check_nrpe: controlla che tu abbia un demone NRPE sull’host remoto
- check_nt: raccoglie dati su un servizio NSClient su un server Windows NT/2000/XP/2003
- check_ntp: controlla il server ntp
- check_ntp_peer: controlla il server ntp
- check_ntp_time: controlla l’offset tra l’ora del server e quella data da NTP
- check_nwstat: cerca di contattare il MRTGEXT NLM di un server Novell per raccogliere informazioni (le più svariate, carico, processi, uptime, file aperti, spazio libero-usato ecc. ecc. ecc.)
- check_oracle: tenta l’autenticazione su un server Oracle
- check_overcr: cerca di contattare il collector daemon OverCR
- check_pgsql: contatta un server PostgreSQL. Tenta autenticazione, ed eventualmente query
- check_ping: usa ping per generare statistiche sulla connessione di un host remoto
- check_pop: controlla connessioni pop3
- check_procs: controlla i processi che girano su un host. Ritorna Warning e Critical in base a metriche selezionabili
- check_radius: contorlla che il server radius accetti connessioni
- check_real: controlla il servizio REAL sull’host specificato
- check_rpc: controlla che ci sia un servizio RPC registrato e attivo sul server remoto
- check_sensors: controlla lo stato dell’hardware utilizzando lm_sensors
- check_simap: controlla connessioni simap
- check_smtp:cerca di aprire una connession smtp con l’host
- check_snmp: ottiene informazioni su una macchina remota via snmp
- check_snmp_disk: cerca di ottenere informazioni sul disco via snmp
- check_snmp_proc: cerca di ottenere informazioni sui processi via snmp
- check_spop: controlla connesioni SPOP
- check_ssh: tenta una connessione a un server SSH
- check_ssmtp: controlla connesioni SSMTP
- check_swap: controlla lo spazio swap sulla macchina locale
- check_tcp: testa una connessione TCP su un host specificato
- check_time: controlla l’ora sull’host specificato
- check_udp: testa una connessione UDP su un host specificato
- check_ups: controlla lo stato dell’UPS controllato via NUT
- check_users:controlla il numero di utenti loggati
- check_wave: controlla la forza del segnale ricevuto (da chi?)
i plugin in grassetto sono plugin locali, quindi controllano i dati sull’host dove gira il processo nagios, oppure sono invocati usando check_by_ssh (che funziona benissimo).
… configurato via ldap.
Nagios è una nota applicazione open source per il monitoraggio di computer e risorse di rete. La sua funzione base è quella di controllare nodi, reti e servizi specificati, avvertendo quando questi non garantiscono il loro servizio o quando ritornano attivi. Il tutto abitualmente è gestito attraverso una pletora di files di configurazione che definiscono tutti gli oggetti che servono alla configurazione di questo prodotto.
Gli oggetti definiti sono:
- command: definizione dei comandi per la scansione di qualunque cosa
- contact: i contatti ai quali bussare se qualcosa va male
- timeperiods: intervalli di tempo nei quali un servizio (o una notifica) è attivo [1]
- host: ovvero il server che viene monitorato
- hostgroup: sono un raggruppamento mnemonico dei server. In realtà via Ldap non si possono usare
- service: sono i servizi che vengono monitorati: per esempio webserver, db server, dns ecc..
- servicegroup: sono un raggruppamento mnemonico dei servizi. In realtà via Ldap non si possono usare
La configurazione via file di testo è abbastanza scomoda, soprattutto se ci sono una fila di amministratori che devono gestirla e la cosa è in rapido divenire: una macchina che viene spenta intenzionalmente senza che venga tolta dal controllo Nagios, rischia di generare una serie di alert inutili e quindi di fare correre persone ecc. ecc.
Inoltre se si vogliono, per ridondanza, mettere più di un server Nagios, ogni modifica va replicata su tutte le macchine. Se si abbina alla cosa la possibile concorrenza delle modifiche si capisce come il mix rischi di diventare esplosivo.
La soluzione ldap, “regala” senza troppa fatica, una configurazione in un singolo punto, concorrenza nelle modifiche, consistenza con il resto dell’infrastruttura.
Questa soluzione è stata implementata da un personaggio che ha un sito dal nome buffo, e che ha provato (a quanto ho capito) a committare il tutto nel master branch, in realtà senza riuscirci. Nel post qui sopra, ci sono gli rpm che ha creato con il binario, la patch da applicare e un po’ di altre amenità.
Fortunatamente il mio server di monitoraggio (che poi è il mio desktop) era una macchina Fedora, quindi i due file RPM (quello di Nagios in sé e quello dell’interfaccia web) si sono installati senza il minimo problema.
Riavviato il server web (e risolti alcuni problemini alla configurazione e all’autenticazione), alla pagina http://localhost/nagios/ rispondeva allegramente l’interfaccia, che monitora di default localhost.
In generale per riavviare il servizio Nagios, si usa il comando
service nagios restart
Prima del riavvio è bene controllare la configurazione utilizzando il comando
nagios -v /etc/nagios/nagios.cfg
A questo punto, nel file /etc/nagios/nagios.cfg si commenta la riga
cfg_file=/etc/nagios/objects/localhost.cfg
e si aggiunge la riga che chiama l’albero ldap dove sono messi tutti gli oggetti.
ldap_server=ldap://ldap.localnet/name=Nagios,o=Qccv
Il comando di controllo della configurazione si lamenterà che non è possibile aggiungere nessun servizio, e quindi uscirà con errore.
A questo punto bisogna mettere host e servizi dentro LDAP.
Si introduce un nuovo concetto (che è implicito nella configurazione testuale) ovvero quello di monitorGroup.
Un monitorGroup è sostanzialmente un server di monitoraggio. Serve per mantenere in un solo ldap i dati di più server di monitoraggio. L’oggetto LDAP deve avere objectClass monitorgroup e deve contenere nell’attributo monitorFQDN l’hostname completo del server di monitoraggio.
Per come la cosa è costruita, il programma scandaglia un sottoramo dell’albero, cercando tutti gli oggetti che rispondono alle caratteristiche di host, di service e di monitorGroup.
Gli host sono definiti con queste classi e questi attributi:
- objectClass monitorHost
da compilare cn, ipHostNumber, relativeDomainName, uguali a quelli sopra. Inoltre è da compilare il campo monitorGroup, con il nome completo di percorso del monitorGroup (o dei monitorGroup) che monitorizzano l’host. Inoltre qua si riscrive la descrizione, e il template che l’host estende. - objectClass top
più una structural class, che può essere Host, ipHost, o qualcos’altro (da testare. La structural class in generale può essere quella della struttura preesistente).
I servizi invece sono così definiti:
- objectClass monitoredService
obbligatori cn, hostName (o una lista di hostName) e monitorGroup. Ovviamente utili check-command e nagius-use, che è il template di servizio. check-command è opzionale perchè potrebbe essere già definito nel template. È invece obbligatoria la descrizione. Senza questa il servizio non viene riconosciuto. - objectClass top
Se tutto funziona al riavvio del servizio (service nagios restart, come root) oppure al controllo dei file di configurazione (nagios -v /etc/nagios/nagios.cfg) vengono rilevati i host e servizi relativi al monitorGroup sul quale stiamo lavorando.
A questo punto c’è solo da sbizzarrirsi: la definizione di host e servizi diventa un gioco, centralizzato, replicabile, protetto contro le modifiche concorrenti, integrabile con la infrastruttura ldap esistente.
[1] utile per esempio se il sistemista si può allertare via sms, pager o mail in orari diversi
Eccoci qui a parlare del Backup, quello bello, quello fatto bene, quello che ci fa dormire sereni la notte!
In particolare qui si parla di backup della posta elettronica, e in particolare di posta elettronica scaricata in locale usando il programma libero Mozilla Thunderbird.
Thunderbird, così come il “fratello” browser di casa Mozilla, Firefox, tiene tutte le informazioni dentro una directory che si chiama “profilo”. Dentro il profilo ci stanno tutte le informazioni relative agli account di posta elettronica, le eventuali password salvate, estensioni, filtri e tutto quanto è necessario e auspicabile per duplicare l’ambiente di lavoro.
Quindi è sufficiente fare il backup di questa cartella (dove si vuole, dischi esterni, nastri, cd), per avere l’ambiente di posta elettronica spostabile e riconfigurabile.
Questo ha evidenti vantaggi. Si può tenere una copia di backup di tutto il nostro ambiente di posta elettronica. Posso lanciare da qualunque pc con installato Thunderbird (anche se non è nostro) lo scaricamento della posta elettronica, senza il rischio di perdere email, ecc.
Ma c’è un rovescio della medaglia. Il profilo non è “mergiabile” ovvero non posso fondere due profili, unendone per esempio le caselle di posta in maniera semplice. Oddio probabilmente smanazzando un po’ con i file mbox riuscirei a riunirle, ma non è agevole né consigliabile.
Quindi il “trucchetto” è di avviare thunderbird sempre sulla stessa directory, oppure sulla directory eventualmente SPOSTATA su dispositivi mobili, e tutte le altre copie devono essere considerate come copie di BACKUP, e quindi consultate fuori rete, per evitare lo scaricamento non voluto di files dal server. Se non si memorizzano le password, il problema non si pone.
Per inciso, per avviare Thunderbird su un profilo non creato dal Thunderbird stesso si usa
thunderbird -Profile /directory/dove/sta/il/profilo/
INGREDIENTI:
PREPARAZIONE DELLA PASTA FROLLA
In una terrina versare la farina, lo zucchero ed un pizzico di sale,
grattugiare un po’ di scorza di limone ed aggiungere l’uovo; mescolare
il tutto con una forchetta finché l’uovo non è completamente amalgamato
con la farina (potrebbe non unirsi con tutta la farina). Lavorare il
burro con le mani ed iniziare ad impastare finché l’impasto non diventa
omogeneo. Fare una palla con l’impasto ed inserire la terrina coperta
in frigo per 30 minuti.
REALIZZAZIONE DEI BISCOTTI
Estrarre la terrina dal frigorifero, dividere l’impasto in due palline
all’incirca della stessa dimensione, prendere una delle due (se non
sono proprio uguali scegliere quella un po’ più grande) e, dopo averla
appiattita un po’ con le mani, versare i due cucchiai di cacao amaro in
polvere e pian piano, stando attenti a non far fuoriuscire il cacao
dall’impasto, impastare in modo che tutta la pasta diventi di un colore
omogeneo. Prendere tre stampini rotondi, le cui misure ideali
rispettivamente sono di 7cm, 4cm e 2cm di diametro. Stendere un po’ di
pasta al cacao col mattarello fino ad ottenere un impasto di spessore
di 3-4 mm ed intagliare un cerchio con lo stampino più grande. Con le
mani cercare di ovalizzare leggermente il cerchio; dagli scarti
dell’intaglio ottenere due triangolini per le ali ed uno per il becco
ed unire quelli per le ali circa a metà dell’ovale; stendere della
pasta bianca di 2-3 mm di spessore ed intagliare un cerchio con lo
stampino medio e 4 cerchi con quello piccolo. Appoggiare il cerchio
medio su un estremo dell’ovale grosso (lasciando 3 mm dalla fine) e
fare una leggera pressione con le dita per farli unire; ovalizzare
leggermente gli altri 4 cerchiolini ed appoggiarne due poco sotto il
cerchio medio e gli altri due al di sopra (dove dovrebbe essere rimasto
un notevole spazio vuoto sull’ovale al cacao), mettendone uno con
l’asse maggiore in verticale (sinistro) e l’altro con l’asse maggiore
in orizzontale (destro), applicare il becco e con due piccolissime
palline di pasta al cacao fare le pupille. Ricordarsi sempre di premere
con delicatezza sulle parti assemblate per farle unire.
Disporre i biscotti su una teglia con della carta da forno, infornare
per 10-15 minuti e dopo averli estratti, lasciarli raffreddare.
preso da qui. In pieno spirito Open Source, consiglio si può sostituire la scorza di limone con un po’ di grappa o di cognac a piacere….
1 dicembre 2008
- 17.49: Cominciano le prime avvisaglie: su Facebook la Francy Bonetti anticipa tutti con gli auguri, ma è come una falsa partenza!
- 18:43: anche la Francy Giorgi, probabilmente vedendo l’omonima partire, segue a ruota con gli auguri…
2 dicembre 2008
- ore 0.00: Buon compleanno! Si va a letto, leggendo un po’ vedendo se qualcuno ha aspettato la mezzanotte…
- ore 00.50: nessuno si fa vivo, a parte il sonno. Quando mi cade il libro per la terza volta, decido che nessuno ha deciso di star sveglio per gli auguri, quindi vado a letto.
- ore 6.35: Barcelonaaaaa! Sveglia con i Queen, ma ho ancora sonno, quindi si spegne la sveglia
- ore 6.40: Barcelonaaaa bis… è meglio svegliarsi: devo fare colazione, perché stamattina non riesco assolutamente a passare al bar.
- ore 6.55: Esco di casa e riesco a prendere il bus per andare in stazione. Incrediiibbile!
- ore 7.28: treno, prima carrozza. Un po’ spintonando ma riesco a sedermi al posto migliore: lato sinistro, finestrino voltato in avanti.
- ore 7.37: Carletto vince il contest del primo augurio (ovviamente le false partenze non contano)…
- ore 7.43: la Mamma è sempre la Mamma…
- ore 8.08: Luisa non si smentisce, sempre presente.
- ore 8.24: Matteo Biatta tra gli auguri annuncia il suo tentativo di annegamento: va a Venezia a fare le foto all’acqua alta
- ore 8.35: arrivo con il treno in centrale. 5 minuti di ritardo.
- ore 8.40: arrivo a prendere il 727 (che non è l’aereo). Dovrebbe essere alle 8.44. Sulla palina c’è 8.41. Ma il pulman non c’è.
- ore 8.47: vincono il contest per il primo augurio “Istituzionale”: Grande Zio Lore!
- ore 8.56: Nadia si aggiunge alla truppa: gli viene in mente in metro?
- ore 8.55: con un minuto di anticipo arriva e riparte la 727 affollatissima!
- ore 9.03: anche il monsignore parroco di Vezza mi fa gli auguri. Chiamandomi Beato…
- ore 9.04: altra “vecchia” fiamma, con proposta (decente: un aperitivo). Grazie Kikka
- ore 9.08: si è svegliata anche Silvia. Grazie per il pensiero, anche se ci si vede stasera!
- ore 9.14: altra vecchia conoscenza: gli auguri di Marilena mi fanno sempre piacere. Per fortuna compie gli anni appena dopo di me, così mi ricordo, altrimenti mi sentirei a disagio…
- ore 9.40: con 10 minuti di ritardo arrivo alla sede del corso su Websphere. Poco male: anche il tizio che deve tenere il corso è in ritardo…
- ore 10.00: riesco a entrare in Internet e in mail trovo gli auguri di Nikon e del Mangione…
- ore 10.01: anche da Facebook gli auguri. Siccome poi ricorda gli auguri trovo nell’ordine: la Betty Albertoni vince il Facebook contest: ore 9.17. Poi Lucia del mare, con cui ieri sera si è organizzato un rimpatrione. Un’amica di Carla, che si ricorda di me: grazie Raffa! Poi i colleghi: Ale che si propone di tirarmi le orecchie e Gioni che si accoda alla proposta. Non sono abbastanza a sventola?
- ore 10.34: in time-sharing con il corso riesco a cambiare lo stato di Facebook. Subito arriva il commento di Gabri, che mi ricorda quanto sono vecchio. Ma rispondo che non ho nessuna fretta di arrivare ai trenta…
- ore 10.53: altri vecchi amici, già sposati: grande Paolo
- ore 10.58: Noemi. Ci siamo visti solo una volta, ma grazie!
- ore 11.18: Grazie Luisa. Virtualmente sono gli auguri di tutto il LUG…
- ore 11.47: arrivano anche gli auguri pseudo-musicali di Carla. Grazie!
- ore 11.59: Grazie Marti. Spero in altre foto-red-rock!
- ore 12.24: Grazie Simone. Come va in unibs?
- ore 12.33: auguri sconosciuti via telefono: che odio chi non si firma…
- ore 13.00: andiamo a pranzo: la fame ha raggiunto livelli preoccupanti…
- ore 14.00: il ritmo si dirada: nell’ultima ora nessun augurio…
- ore 14.05: appena cominciato il corso mi chiama mia mamma: vuole farmi gli auguri mio nonno, ma non posso uscire, abbiamo appena ricominciato…
- ore 14.13: appena “masterizzato” arrivano gli auguri anche da Marco! Arrivi anche tu, tra poco…
- ore 16.56: grazie Lety!
- ore 17.14: Fabiana, è passato un po’ di tempo, ma ci si risente grazie a Facebook
- ore 17.30: il corso è finito, ma mi faccio riportare in ufficio, dove trovo Nadia, Franco e Luigi. Nel frattempo un controllino al fileserver, che gli si era incastrata la scheda di rete… Tutto ok!
- ore 18.10: “Prendo” Nadia e andiamo a prendere la metro. Ne approfitto per passare a prendere un chilo di paste, così stasera festeggiamo.
- ore 18.50: a Loreto si deve aspettare 5 minuti per la verde. Visto il casino montante e il tempo a disposizione, decidiamo per una passeggiata Loreto-Centrale.
- ore 18.54: arrivano gli auguri del resto della famiglia Giacomelli
- ore 19.05: salto sul treno e trovo tutti gli amici: Jamil, Elena e gli altri.
- ore 19.10: causa suicidio sulla linea a ospitaletto viene annunciata mezz’ora di ritardo. I miei soci, pur occhieggiando minacciosi ai miei pasticcini, si precipitano a prendere generi di conforto…
- ore 19.16: anche la famiglia Pluda non ne manca uno. Grazie!
- ore 19.20: annuncio a casa Corazzina il mio ritardo.
- ore 19.29: Stefy ironizza sul mio ritardo, paventando un mio ritorno a casa dopo che lei è andata a letto…
- ore 20.01: il treno si degna di partire.
- ore 20.20: i miei compagni di treno sempre occhieggiano alle mie paste, ma le difenderò a costo della vita!
- ore 20.30: anche gli auguri del nonno scaldano il cuore, come la sua voglia di vivere, nonostante tutto.
- ore 20.45: arrivano altri auguri istituzionali: dopo un po’ di tentativi anche gli Zii Silvia e Guido si aggiungono alla truppa
- ore 20.58: gli auguri della Silvia Gregorini. Sempre graditi!
- ore 21.00: decido di rispondere ai messaggi di stamattina. Matteo dice che l’acqua alta di Venezia puzza di fogna, e anche il suo treno è stato colpito dal suicidio…
- ore 21.26: il treno arriva in stazione. Grande corsa per prendere l’unico taxi presente in stazione, così arrivo a casa un po’ prima.
- ore 21.33: arrivo a casa: i miei compagni di appartamento sono dei tesori: non solo c’è la cena pronta, ma mi hanno aspettato a cenare. Hanno preparato anche una basgia di macedonia. Sono troppo bravi…
- ore 22.00: dopo cena, macedonia e paste: ritorno in facebook: pensavo fosse finita, invece una lista:
- Loretta Milesi: manchi solo tu, devi sistemarti!
- Camilla: un bacio!
- Milena: chi si risente…
- Annalisa: non preoccuparti, la festa è stata semplice, ma ha avuto l’ingrediente fondamentale: gli amici…
- Nadia: la coscritta più coscritta di tutte le coscritte: è solo questione di minuti…
- Gabriele: è passata una vita da quando siamo stati colleghi, ma è un ricordo piacevole. Chissà che non si ri-lavori insieme…
- ore 22.30: guardando le Iene decido di rendicontare la giornata minuto per minuto. è da stamattina che ci penso, e mi sembra una bella idea…
- ore 23.20: torna a casa il Don Fabio e arrivano anche i suoi auguri di persona: in extremis…
- ore 23.30: le iene sembrano un film porno, ma la TV italiana è così…
- ore 23.40: non ho ancora finito, ma corro in soccorso di Carlo, che mi chiama: sta difendendo la nostra camera dalle due ragazze…
- ore 23.59: la giornata è finita. Nessun augurio dell’ultimo momento. Mi sto leggendo i commenti all’ultimo articolo anti-sciachimista di Paolo Attivissimo. Tra poco andrò a letto. Grazie a tutti per gli auguri, e spero di non aver dimenticato nessuno!!!
3 dicembre 2008
- ore 8.47: in Facebook, Barby Zaninari arriva appena appena in ritardo… Grazie comunque!
6 dicembre 2008
- ore 0.15: via SMS, anche David di Corteno arriva, per ultimo. Si sa che in Valle di Corteno le notizie viaggiano lentamente…
Ottima vacanza!
Due giorni di ferie (mercoledì-venerdì) per 4 giorni in maremma (maiala) con il gruppo di adolescenti di Vezza.
Tutto ok a parte il finale (per chi non lo sapesse, può vedere qui o qui).
Sono tornato con 292 foto, praticamente tutti primi piani o ritratti. Non le metto tutte qui (ovviamente), ma ne metto solo una selezione.
Mi sento un po’ artista in questo, quindi la scelta delle foto è strettamente personale, così come sono personali le scelte quando la macchina fotografica sta tra me e il mio soggetto.
Non si offenda nessuno se non c’è (in realtà ci sono tutti, manco solo io, perché sono sempre dalla parte giusta della macchina fotografica) o se manca un suo primo piano. Sono cose che capitano…
Galleria qui!